RECENSIONI


Articolo/Recensione di Stefano Marchesini    del 6 Ottobre 2007

PLANETA DeAGOSTINI IN ITALIA: CONSIDERAZIONI E RECENSIONI #4

UN ANNO DOPO

12 mesi di pubblicazioni di fumetti DC da parte della Planeta DeAgostini sono un tempo più che sufficiente per maturare un bilancio significativo; la luna di miele si è conclusa, ed è il caso stavolta di rimarcare oltre alle luci, sulle quali ci siamo soffermati finora, anche alcune ombre.

Innanzitutto, è evidente come la programmazione editoriale italiana si accodi pedissequamente a quella spagnola, precludendo quindi in partenza iniziative più misurate sulle richieste nostrane: tutto quello che vediamo da noi ci arriva di rimbalzo, talvolta con testate poco calzanti.
Non ci è dato di sapere quanto presso le alte sfere della Planeta si conosca la storia recente dell’editoria supereroica italiana, probabilmente l'argomento non viene neppure considerato, comunque, passi per la non indispensabile riproposizione di volumi bene o male ancora recuperabili nella versione Play Press, ma LE AVVENTURE DI SUPERMAN è stato un caso decisamente discutibile per ridondanza, visto che nelle sue 40 uscite ha pressoché ricalcato il percorso post Crisis del fu SUPERMAN CLASSIC Play, fermandosi poi nel pieno del climax della relazione Clark/Lois ( che diremmo fondamentale per la definizione moderna del personaggio ) e restituendo inedita come prima la valanga di numeri che conducevano a LA MORTE DI SUPERMAN. Si aspetterà il sequel di SUPERMAN RETURS per ripartire? mah! D'altro canto, collane VERTIGO che la Magic Press aveva iniziato, e che molti lettori italiani auspicavano continuassero sotto l'egida Planeta, non avranno seguito: pensiamo principalmente alla seconda edizione di SANDMAN stoppata così a metà strada ( pur se entro l'anno partirà ex novo una serie Planeta da edicola ), alla bella versione b/n dello SWAMP THING di Moore/Bissette/Totleben, alla DOOM PATROL di Morrison, tutto materiale di straordinario valore che la Magic pubblicava con cura e successo, ma che, pur consono al mercato italiano, non trova collocazione nel mare magnum dei grandi numeri Planeta.

All’antipatica sensazione che un albo Planeta sia un prodotto di serie B concorrono vari fattori. Frustrante è l'impossibilità per l'appassionato di interagire col moloch spagnolo: non esiste una pagina della posta su alcuna testata, la sezione delle FAQ sul sito italiano della Planeta è da sempre priva di contenuti, si ha l'impressione che ogni pubblicazione o serie data alle stampe sarà pure portata a compimento, anche in perdita, ma senza alcuna possibilità di correggere in corsa anche gli errori più evidenti o di apportare modifiche sulla base dei motivati consigli dei lettori. Dopo un anno di pubblicazioni gli albi continuano a non riportare credit completi, mancano gli autori delle copertine e i titoli originali, non c'è l'indicazione della data di pubblicazione. Restando alla pagina della posta, ammesso che venga organizzata non come semplice parata infantile di adulatori, la consideriamo il minimo che un albo a fumetti, anche di stampo supereroico, debba offrire in termini di redazionali e di approfondimento! Niente da fare, il tir prosegue la sua corsa a destinazione, ma non c'è verso di fargli osservare che sta grattando sul guardrail sin dalla partenza.

L'aspetto negativo più clamoroso e pittoresco resta però quello costituito dall'insieme di errori di stampa, traduzioni sbagliate, balloon invertiti o ripetuti, scritte varie e nuvolette in spagnolo, e altro, che infestano la gran parte di albi e volumi: nell'ambiente dei lettori, le cosiddette "planetate". Ora, per principio diremmo che la cura del prodotto finale è auspicabile sia per il settore popolare da edicola che per quello elitario della libreria, ma se, tutto sommato, in uno spillato economico incontrando svarioni di qualche tipo si è più portati a lasciar correre, lo stesso non vale se dobbiamo decidere un acquisto, nei presupposti, prestigioso, vedi un costoso cartonato che pubblica qualche opera di livello superiore. Il problema si pone con più gravità per le collane della linea ABSOLUTE, dove già pochi refusi deturpano il prodotto senza rimedio. Mantenendo il nefasto trend consolidato nel corso di pressoché tutte le precedenti uscite, anche il recente primo volume del BATMAN di NEAL ADAMS è talmente zeppo di bachi che non è azzardato affermare che una larga fetta
di interessati abbia ormai rinunciato all'acquisto di titoli così confezionati.
La questione non è affatto secondaria, è incomprensibile anzi come la Planeta non abbia ancora inteso risolverla nonostante mesi e mesi di lamentele dei lettori. Un appassionato collezionista (non è a costui che tali iniziative si rivolgono?) non si avvicinerà mai a ad un prodotto che nasce difettoso, e se sarà scottato una volta difficilmente darà ancora fiducia. L'urgentissimo cambio di rotta non è più prorogabile.

 

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JLA #1
autori: Brad Meltzer (testi), Ed Benes/Sandra Hope + aa.vv. (disegni)
spillato a colori di 64 pagine, formato 17x26, prezzo di lancio di copertina 2,95 EURO
primo numero di una serie bimestrale prevista di 48 pagine con prezzo di copertina 2,95
EURO
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In campo supereroico, più che in ogni altro genere, è un dato di fatto che (non sindachiamo se ciò sia positivo o meno) il moderno pubblico di riferimento è largamente costituito da fanboys, lettori cioè legati a quella data serie o personaggio, non tanto in funzione della validità intrinseca dell'opera, ma piuttosto per ragioni collezionistico/affettive. L'attenzione di tali lettori si sposta allora su aspetti secondari, quali coerenza in termini di continuity, ecc… Le esangui trame delle storie assecondano nella pratica un simile usufrutto, in una spirale autoreferenziale che esclude l'avvicinamento di nuovi lettori, magari provenienti da generi diversi, per i quali è arduo comprendere situazioni che possono essere apprezzate solo tramite la conoscenza di arcaici retroscena. Per aggirare l'ostacolo, gli scrittori sono indotti ad infarcire le storie di flashback, il cui utilizzo malaccorto spesso rischia di appesantire la lettura, quando non risulta essere puramente una strizzata d'occhio ai soliti lettori di vecchia data. Fatta questa lunga premessa, diciamo allora che perlomeno i numeri 0 e 1 della nuovissima serie DC dedicata alla JUSTICE LEAGUE, pubblicati nell'albo Planeta in oggetto, rientrano più che mai entro tale categoria di fumetti. Il n.0, tutto giocato su pagine di flashback e flashforward che ripercorrono ed anticipano fasi della storia della Lega della Giustizia attraverso gli occhi dei membri fondatori Superman / Batman / Wonder Woman, è un numero introduttivo con la partecipazione di grandi disegnatori ( Ha, J.H.Williams, Jim Lee, Perez, Maguire, ecc.), ognuno al lavoro su una tavola. Nel #1, di 30 pagine, l'azione (si fa per dire) vera e propria inizia con i tre big a discutere nella Batcaverna su chi debba entrare nella nuova formazione, mentre vari eroi tra i quali Hal Jordan, Vixen, Black Lightning, ecc. iniziano a muoversi indipendentemente su piste differenti in vario modo collegate alla contemporanea "rinascita" di Red Tornado, vicenda attorno alla quale sembra ruotare questo primo blocco di numeri. Rimandando alla premessa, che mette sull'avviso il lettore non specialistico, ed emettendo quindi un parere più ad uso e consumo degli appassionati, dobbiamo dire che in passato abbiamo visto decisamente di peggio: se i disegni di Benes, inchiostrati alla grande dalla Hope, sono un ottimo viatico, registriamo come la grande ammucchiata di personaggi in gioco sia gestita da Metzer, per scelta stilistica o giocoforza, con un plot negli effetti troppo singhiozzante, ma ormai siamo abituati a tutto, dalla scorribilità più scolastica, alla narrazione più sgangherata, non sarà certo questo fumetto a metterci in difficoltà, no? Questo primo albo Planeta non contiene evidentissimi refusi, anche se qualche volta si ha la sensazione che nel lettering vengano scambiati i generi dei soggetti ("lei" invece di "lui", ecc.), o perlomeno non siano stati adattati al meglio i dialoghi più serrati. Ottima la stampa, il prezzo di copertina di 2,95 per 64 pagine sarebbe "di lancio", come dicono alla Planeta, in quanto già dalla prossima uscita si scenderà a 48 pagine senza corrispondente diminuzione del prezzo. Dagli USA giungono impressioni molto lusinghiere sulla serie, che ora veleggia verso il #13 ed è rimasta sempre nelle prime 5-10 posizioni di vendita. Siamo lieti e fiduciosi, ma ovviamente il nostro giudizio si concentra su questa prima uscita della Planeta.


giudizio:

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SUPERMAN/BATMAN VOLUME II #1
autori: Mark Verheiden (testi), Kevin Maguire e Ethan Van Sciver (disegni)
48 pagine, formato 17x26, prezzo di lancio di copertina 1,95 EUR
primo numero di una serie mensile prevista di 24 pagine con prezzo di copertina 1,95 EUR
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La prima collana Planeta dedicata ai world's finest, si è chiusa col numero 6 qualche mese fa, con un tonfo qualitativo imbarazzante: l'allora timoniere della serie, Jeph Loeb, aveva inanellato una orribile sequenza finale di storie sconclusionate, comunque umanamente comprensibile alla luce della concomitante tragica vicenda familiare dello scrittore. La linea di Verheiden, suo successore, non sembra discostarsi da quella iniziale di Loeb: abbiamo il solito treno di personaggi, buoni e cattivi, veri o impersonati da qualche mutaforma, ecc. ecc. che se le danno di santa ragione con Superman e Batman, in ragione di un malinteso, un piano ordito da qualche supercriminale, un contesto di mondi alternativi, o giù di lì. Dopo oltre 25 numeri sarebbe il caso di introdurre qualche idea più consistente. I disegni sono, pur nella differenza di stile di Maguire e Van Sciver, veramente eccellenti: il primo, impegnato sulle versioni Terra 2 della Cacciatrice e di Power Girl, con la sua grande capacità di rappresentare mimica facciale e linguaggio del corpo, il secondo con tavole particolareggiate e spettacolari. Aldilà di questa prima uscita, non invoglia assolutamente all'acquisto delle successive la decisione della Planeta di programmare la nuova edizione italiana come mensile di misere 24 pagine a 1,95 EUR: se proprio si desiderava realizzare una testata monografica, era il caso di seguire l'impostazione già scelta per JLA.
Ok, probabilmente si starà conducendo l'ennesimo esperimento, ma qui l'azzardo fa a pugni col buon senso.


giudizio:


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