RECENSIONI


TARZAN n.1

autori: JOE KUBERT e AA.VV.

brossurato di 212 pagine, b/n, 
formato 16X21; 
prezzo di 4,80 EUR

EDIZIONI IF, novembre 2003

Recensione di Stefano Marchesini del 12/11/2003


Che sorpresa in edicola!
Le EDIZIONI IF, già all'opera con la riproposizione di gloriose serie nostrane come la celebre STORIA DEL WEST, riportano ora sugli scaffali il mitico re della giungla, in Italia ormai dato per disperso dal 1980 (!), se si eccettuano le pubblicazioni amatoriali e l'estemporaneo team-up di qualche anno fa con Batman.

Le storie ospitate in questo primo numero sono datate 1972 e 1975, quando cioè venne il momento della DC/National di acquisire i diritti del personaggio di E.R. BURROUGHS e l'autore incaricato di occuparsene fu il già famoso JOE KUBERT, che si vide nell'occasione attribuire ulteriori meritati riconoscimenti.
Si può infatti tranquillamente affermare che la versione di Tarzan data da Kubert (assieme a quella di RUSS MANNING) sia stata la migliore che l'editoria a fumetti abbia espresso, intendendo con tale giudizio non sminuire il lavoro di grandi artisti del passato quali FOSTER o HOGART, ma valutando piuttosto la produzione sindacata di questi ultimi - ingessata in tavole prive di balloon e più vicina ai canoni dell'illustrazione - semplicemente come qualcosa di altro rispetto al fumetto coniugato in senso moderno.

Ed il fumetto moderno deve molto alle lezioni - ovviamente inquadrabili all'insegna di stili differenti ed autonomi - impartite da Kubert e Manning: composizione innovativa della tavola, estrema scorrevolezza della sceneggiatura, disegno accattivante ed originale, attenzione alla concretezza della trama pur nella sua semplicità; diversissime tra loro, i due hanno dato del re della giungla interpretazioni entrambe coerenti ed indimenticabili: un Tarzan nel quale il lato oscuro e selvaggio è predominante (Kubert) ed uno caratterizzato invece dai modi più solari e civilizzati di un lord, seppur non dimentico del proprio retaggio animalesco (Manning); anche gli stili grafici sono agli antipodi e del tutto in tono con le rispettive versioni: vigoroso ed istintivo il tratto di Kubert, pulito e fluido quello di Manning; ambedue esprimono dinamismo genuino, ovvero riproducono la figura possente ed atletica di Tarzan sprizzante sì energia nelle frequenti sequenze di movimento, ma ben distante da quella teatralità di stampo supereroico che ha invece improntato alcune successive versioni del personaggio, da quella Marvel di Buscema ad altre a seguire - quasi grottesche - di editori indipendenti americani.
I Tarzan di Manning e Kubert sono stati - e rimangono - fra i riferimenti obbligati di ogni disegnatore che voglia imparare a rappresentare la natura e la figura umana nelle diverse posture ed inquadrature; le loro vignette continuano ad essere fonte di ispirazione per molti, se non addirittura oggetto di saccheggio: per citare un esempio recente, si riveda il Superman nel THE NAIL di Alan Davis, visibilmente modellato sul Tarzan di Manning.

Tornando all'albo delle EDIZIONI IF, va detto che in questo numero d'esordio sono raccolte 9 storie (1) tutte realizzate da Kubert, ad esclusione di una che ha per protagonista Korak, il figlio di Tarzan, di Wein/Thorne: le iniziali quattro adattano mirabilmente il primo romanzo di Burroughs dedicato all'uomo scimmia, TARZAN OF THE APES; tra le rimanenti, due sono disegnate dal filippino Reyes, un'altra vede un esercizio non inconsueto da parte di Kubert, che lo impiegava per mantenere i serrati ritmi di produzione richiestigli: in questo caso, la conversione al formato comic book di un vecchio ciclo di Burne Hogart pubblicato in origine sulle Sunday Pages, con rimontaggio delle tavole, ritocchi e nuove vignette di raccordo a dare maggiore spigliatezza alla trama ("La Terra dei Giganti").

Tutte queste storie si erano già lette in Italia negli anni '70 su TARZAN 2^ serie, mensile della CENISIO uscito per 52 numeri complessivi; anzi, a parte l'adozione di un formato più piccolo e l'assenza del colore, questa edizione ne segue pure l'ordine di pubblicazione, ne riproduce un errore di impaginazione ("L'Erba Magica" ha ancora invertite le prime due pagine costituenti invece un quadro unico) e ne fotocopia traduzione e lettering, risultando a tutti gli effetti una ristampa; se da questo aspetto quindi non c'e' nulla di nuovo, se non la possibilita' di godere del bel B/N delle tavole originali, va aggiunto che gli editoriali curati da Davide Castellazzi sono puntuali ed interessanti, non mancano credits precisi (citate tra l'altro le prime edizioni italiane (2) ), e l'impressione generale che si ha dopo l'esame dell'albo e' senz'altro ottima.

Il direttore responsabile Gianni Bono anticipa in modo allettante la pubblicazione futura di inediti, ma con esattezza non e' dato ancora di sapere quali siano i programmi della testata, annunciata a periodicità bimestrale, a parte il fatto che il prossimo numero (in edicola da gennaio 2004) ospiterà la versione delle origini di Tarzan fornita da Manning (anch'essa irrinunciabile), e che poi sarà il turno di Buscema, autore che però - di suo poco ispirato e pure costretto da una rigida impostazione Marvel style - diede all'epoca prova di professionalità e nulla più.

Insomma, vedremo.
Per intanto, chi desiderasse un fumetto caratterizzato da trame avventurose e consistenti, facilità di lettura, taglio moderno pur essendo assurto da tempo a classico, popolare nel senso più nobile, non può farsi mancare questo splendido albo.


(1) da Tarzan #207-211,235-236,239 e Korak #46 (DC/National 1972,1975);
(2) ad essere pignoli, non viene menzionata una edizione italiana ancor precedente - sempre della Cenisio - dei Tarzan DC/National #207-208, su TARZAN EXTRA #1-2 del 1972 (pubblicazione formato giornale da non confondere con una omonima testata successiva);

GIUDIZIO GLOBALE: ottimo

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