I "Dracula" Italiani parte 2 |
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Da questo film muto capolavoro dell’espressionismo tedesco, ancora oggi una delle piu’ belle trasposizioni cinematografiche del romanzo di Stoker, fu tratta una riduzione a fumetti a opera di Gianni Grugef, pubblicata nel n.60 del 1979 della rivista genovese Il Sergente Kirk dell’editore Ivaldi. Si tratta della rivisitazione a fumetti di questo film che, escludendo totalmente i dialoghi, presenta solo alcune didascalie alla maniera del cinema muto e, con un ottimo bianco e nero, fa rivivere le stesse cupe atmosfere della pellicola, di cui vengono inseriti anche alcuni fotogrammi. |
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La storia si protrae per 12 numeri ed è una delle più fedeli al romanzo di Stoker. Ambientata verso la fine dell’ottocento e piena di riferimenti psicoanalitici e sessuali tipici dei lavori di Crepax, rivela una perfetta conoscenza dell’opera letteraria da parte dell’autore, cosa che non si può dire della maggior parte delle storie dedicate a Dracula, ove le parentele sono certamente più legate all’immagine fornita dalla cinematografia. Da sottolineare che anche l’aspetto del Conte è quello più corrispondente all’originale, fornito da Stoker nella sua opera: in realtà pochi sanno che il Conte Dracula nella sua prima apparizione faceva sfoggio di due lunghi baffi bianchi. |
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Nel Topolino n.1356 del 1981, il Conte ideato da Giulio Chierichini si chiama Papula ed è rappresentato come un papero-vampiro allampanato (disegnato nella prima vignetta con addirittura tre canini) che si stabilisce all’interno del deposito di Paperone, all’interno di una casapanca, spaventando i malintenzionati, per la gioia del vecchio papero. Purtroppo per Paperone, Paperino, grazie all’aglio, farà dissolvere il vampiro, condannandosi, così, a prenderne il posto per quietare la furia dello zio. Altra storia draculesca appare sul Topolino n.1603 del 1986. Qui Paperino veste proprio i panni di Jonathan Harker, il giovane inglese che, nel romanzo di Stoker, incontra per la prima volta Dracula, andando a fargli visita nel suo castello in Transilvania. Questa bella storia, su sceneggiatura di Claudia Salvatori e disegni di Massimo De Vita, riprende solo la prima parte dell’opera letteraria originale e alla fine il Conte Paperescu, che sembrava tanto sinistro, si rivela solo un anziano nobiluomo che soffre d’insonnia (!). |
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Martin Mystere, nei n.13-14 (dai titoli: Un vampiro a New York, La maledizione) illustrati da Franco Bignotti, si trovò ad indagare su di un caso molto ‘umano’ di vampirismo. Il signor Kaplan, nella storia in questione, non ha nulla a che fare col Dracula della tradizione, anzi si tratta di un vampiro moderno che agisce in una metropoli caotica quale è la New York contemporanea, più vittima della propria ‘malattia’ che non carnefice. Abbigliato secondo i costumi della moderna società, il ‘Dracula’ di Castelli perde il fascino del mito per acquisire la drammaticità della vita quotidiana. Il vampiro, da persecutore, diventa qui perseguitato dalla sua stessa maledizione. Inutile dire che, seppure spogliato di quella carica di negatività ancestrale, che il personaggio presenta per tradizione, farà lo stesso una tragica fine: non c’è posto per i vampiri su questa terra. |
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Alto e dall’aspetto emaciato, che ricorda lo stile tipicamente dark di una recente corrente musicale, il vampiro Adrian Voda incontra la protagonista della storia in un hotel di Milano. Il fascino del vampiro rimane intatto, ma la sua figura più che sinistra risulta alquanto malinconica e, tutto sommato, come il vampiro incontrato da Martin Mystere, si tratta più di una persona che vive il dramma dell’emarginazione, dovuta a una malattia singolare, piuttosto che non di un minaccioso signore delle tenebre. |
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Nel n. 26 della serie omonima (titolo: Vampyrus), il vampiro, che in questo caso è molto fedele all’immaginario descritto da Stoker, è splendidamente illustrato da Nicola Mari. Le citazioni al Dracula stokeriano e cinematografico si sprecano, per la gioia degli appassionati, che trovano sotto altre spoglie tutti i componenti del Mito. La storia, sui testi di Michele Medda, racconta di come l’Agenzia Alfa, di cui fa parte Nathan, sia stata incaricata dalla Stoker University (!) di investigare sulla strage dell’equipaggio dello Spacelab Demeter, per scoprire poi che, come al solito, dietro al mistero si cela un emulo di Dracula: Shreck (dal nome simile a quello del fantomatico attore che impersonò il Nosferatu di Murnau). |
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Non disperdendone le ceneri, però, egli tornerà per vendicarsi, grazie a uno strano viaggio nel tempo, ma a causa dello stesso meccanismo il paletto di frassino, riapparso all’improvviso, lo condannerà nuovamente alla dissoluzione, e il buon Dylan salverà pure questa volta la pellaccia. |
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Si tratta qui chiaramente di un omaggio al film Ed Wood del 1994 diretto da Tim Burton, che racconta la vita di Ed Wood, regista di film di fantascienza e di horror di serie B degli anni ’50. Wood fu l’ultimo a dirigere sul set Bela Lugosi, uno dei Dracula più noti del grande schermo, ormai giunto al tramonto della carriera. In questa storia, quindi, non si parla propriamente di Dracula, ma di uno dei suoi maggiori interpreti: Bela Lugosi, qui celato sotto le spoglie fumettistiche del vecchio attore di film horror Vlada Von Krolock. La storia racconta del padrone di una raffineria che, rimasto storpiato ad una gamba quando era bambino, in seguito alla sua ossessione per un film sui vampiri, interpretato appunto da Von Krolock, architetta un piano per vendicarsi dell’anziano attore, che ritiene responsabile della propria infermità. Alla fine, proprio il vecchio attore salverà la situazione, sfruttando l’atavica paura dell’industriale per il vampiro e causando la propria morte oltre che quella del cattivo. |
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