In Memoria di 
GIL KANE 

Di Marcello Vaccari con la collaborazione di Max Brighel


Gil Kane nasce il 6 Aprile del 1926 a Riga in Russia, ed il suo vero nome è Eli Katz. Arriva in America a 3 anni ed inizia a disegnare comics all’età di 15, quando entra a far parte dello studio di Jack Binder nel 1941. L’anno dopo entra nello staff della casa editrice MLJ (quella che adesso si chiama Archie Comics) come impiegato stabile, dove disegna numerosi albi, sotto lo pseudonimo di Pen Star, come The Shield, Black Hood e Captain Commando sulla rivista Pep Comics. Su questi personaggi Gil è ritornato brevemente, più che altro con cover e pinup, negli anni 90 quando la D.C. Comics ne ha tentato il rilancio nella sfortunata etichetta Impact. Di The Shield, Kane ha anche realizzato interamente una storia, compresi i testi, su Pep Comics #47. Inoltre ha disegnato interamente la serie di Scarlet Avenger (su Zip Comics) per quasi due anni. Sempre in quel periodo lavora come free-lance per varie case editrici come Street and Smith, su Blackstone the magician, Quality, con Candy un fumetto comico, Holyoke con Blu Beetle e Timely Comics, con Red Hawk, Vision e Young Allies, e molti altri. Poco prima di essere arruolato (nel 1944) inizia a lavorare nello studio di Joe Simon e Jack Kirby, dove lui stesso dichiara di aver imparato moltissimo. S&K facevano le cover e le splash page delle loro storie, mentre Kane faceva quasi tutto il resto! Nei 6 mesi di quel sodalizio lavora per la National, oggi D.C. Comics, dove ritornerà appena tornato dalla guerra, disegnando tutto quello che poteva, compresi Sandman, Newsboy Legion, e Boy Commandos, mentre nel 1947/48 farà Wildcat ma soprattutto storie western, rosa, horror ecc..

Anche nel dopoguerra lavora per un gran numero di case editrici, come Fox, Fawcett. Avon, Hillman, Atlas, utilizzando vari pseudonimi come “Scott Edward”, “Gil Stack” e “Al Kame”. In quel periodo Kane non si distingueva particolarmente come stile, pur se la sua qualità rimaneva sempre un po’ sopra la media, e pensava soprattutto alla quantità. Negli anni 50 il suo stile si raffina, soprattutto disegnando storie western (come Johnny Thunder e Hopalong Cassidy) di cui divenne uno degli indiscussi maestri, e di fantascienza, che lui trova particolarmente congeniali. E’ però solo con il ritorno dei supereroi nella Silver Age che trova finalmente la sua giusta identità. Il primo suo lavoro nel rinascimento del supereroe americano fu Adam Strange in Showcase #17. Il personaggio ebbe successo ed iniziò ad apparire regolarmente su Mystery in Space, ma stranamente non fu più disegnato da Kane (che però continuò per diverso tempo a fare le cover), ma da Carmine Infantino. In compenso per Gil arrivò il lavoro che gli ha dato la maggiore fama nella sua carriera il nuovo Green Lantern: Hal Jordan (apparso su Showcase #22) per il quale crea un costume che è un vero simbolo di modernità, e il cui stile poi sarà copiato da moltissimi altri autori. Un paio di anni dopo è lui a portare l’idea di Atom, che compare su Showcase #34, e porta avanti le due testate regolari per diversi anni. Il suo disegno è già molto più accurato e limpido dei suoi lavori precedenti, e diventa rapidamente sempre più dinamico e pulito. Le sue figure sono morbide ed assumono pose plastiche che molti cercheranno di copiare senza mai arrivare alla fluidità del maestro. Nessuno dei suoi personaggi è mai ipertiroideo come è sempre stato di moda per i supereroi, ma piuttosto mostra fasci di muscoli che sembrano cavi d’acciaio e che danno l’impressione di guizzare sotto gli attillati costumi da lui ideati. Anche il taglio delle sue tavole è molto personale, le sue inquadrature sono sempre estremamente dinamiche e danno un notevole senso del movimento. Inoltre la sua capacità di “narrare” con le immagini è assolutamente ottima. E’ uno degli artisti che hanno formato lo stile di disegno americano per decadi, assieme a pochi altri della sua epoca, come Jack Kirby, Carmine Infantino e Neal Adams. Nell’ultimo periodo alla D.C. alla fine degli anni 60, lavora anche per la Dell su titoli western, per la neonata Tower Comics sui Thunder Agents (1965/67), alla King su Flash Gordon (1967) e anche alla Marvel su Hulk. Lascia Green Lantern al #75 ed Atom con il #38 per passare a fare l’editore in proprio lanciando nel 1968 una casa editrice, la Adventure House, e un magazine in bianco e nero chiamato “His name is Savage!” che purtroppo dura solo un numero, anticipando però sia la moda dei fumetti indipendenti in b/n che esploderà parecchi anni più tardi, sia le moderne Graphic Novel.

Dopo questa breve parentesi Kane torna alla Marvel nel 1970 e disegna un'enorme mole di storie a fumetti, toccando praticamente tutti i personaggi della casa editrice. Tra i suoi lavori più noti, oltre ad Amazing Spider-Man (1970/73 sul quale creò Morbius il vampiro) e a Marvel Team-Up (1972/74), ricordiamo vari episodi sparsi di Marvel Two-in-one, Warlock, Iron Fist, che lui stesso crea su Marvel Premiere, Captain Marvel del quale ridisegna il costume, Captain America, Avengers e soprattutto Conan, eroe che appartiene al suo genere preferito: la sword & sorcery. 
Proprio in questo filone si inserisce Blackmark, pubblicato dalla Bantham Books in formato tascabile, che purtroppo non ebbe molto successo economico, anche a causa di una pessima distribuzione, ma in compenso ebbe un grosso successo di critica. Ancora una volta Kane anticipa sia le Graphic Novel, anche se in un formato diverso, sia la moda del fantasy che diverrà importante qualche anno dopo, soprattutto grazie al successo di Conan. Blackmark verrà ripreso qualche anno dopo sulla testata Marvel Preview. Sempre per la Marvel negli anni 70 Kane produce ben 800 cover!!! Contemporaneamente al lavoro per la Marvel trova anche il tempo di disegnare alcune storielle di spalla per Detective Comics come Batgirl e Robin. Nel 1977 Kane diminuisce (di poco comunque!!!) il suo lavoro per i Comic Book per disegnare una striscia fanta-poliziesca per i quotidiani, l’ottima “Star Hawks” scritta da Ron Goulart e Archie Goodwin, che dura per 5 anni fino al 1981. Nel frattempo si dedica al suo genere preferito (cioè il fantasy) disegnando alcune storie di John Carter di Marte (per la Marvel) e Tarzan, ancora per i quotidiani, di cui produrrà molte tavole domenicali per la United Features Syndacate. Negli anni 80 Kane può oramai decidere di fare solo quello che gli piace, ed eccolo a proporre e disegnare per la D.C.  Sword of the Atom, una mini che ripropone il suo Atom in chiave fantasy  (pubblicata in Italia dalla casa editrice Labor), The Ring of the Nibelung una mini in cui adatta l’opera di Richard Wagner, un bellissimo Green Lantern per Action Comics Weekly e lo special “Tales of the wilderness Sea” (ancora un eroe fantasy creato insieme allo scrittore Jan Strnad), oltre a vari episodi di Vigilante e Superman. Per la Marvel disegna l'adattamento de Il libro della giungla di Kipling per Marvel Fanfare, e poi solo qualche Conan. Per diversi anni lavora per gli studi di animazione di Ruby-Spears e della Hanna-Barbera, facendo studi di personaggi, nuovi concetti e storyboard di serie animate come Superman, Tarzan e Captain Planet. Anche negli anni 90 lo stile dinamico e plastico di Kane riesce benissimo a reggere il confronto con i nuovi talenti emergenti, molti dei quali peraltro si ispirano esplicitamente a lui, e l’autore continua a sfornare tavole su tavole, per non parlare delle copertine, lavorando su Superman, Batman per Legends of the Dark Knight (su testi di Howard Chaykin), una lunga avventura de l'Uomo Ragno scritta da Stan Lee e sviluppatasi in tre annual estivi, Jurassic Park per la Topps, The Edge per la Malibu, e perfino un ritorno all’antico con la breve storia di Kid Due Pistole su Marvel Comics Presents. E poi tante altre storie sparse, l’ultima delle quali si può considerare quasi un testamento, la splendida storia apparsa su “Judgment Day: Aftermath” della Awesome, scritta da Alan Moore, dove Kane appare come un personaggio del fumetto, un “Maestro Immaginatore “ che crea magiche storie come sempre ha fatto nei 60 anni della sua lunghissima carriera. L’ultima sua fatica viene pubblicata postuma su Legends of the DC Universe nei numeri 28 e 29.

 

Gil Kane è morto il 31 Gennaio 2000, ma le sue opere ce lo ricorderanno per sempre.


CRONOLOGIA


Cliccando qui troverete una cronologia "quasi" completa tratta da un sito americano (GCBDB), in formato testo.


(c) Marvel Comics, (c) D.C. Comics, (c) Gil Kane 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una tavola tipica del lavoro di Gil Kane dei primi anni 60, su Atom.

 

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