Il Punto 2
...il ritorno
 
di Crystal

Nel primo articolo ho parlato, in principal modo, di come siano ipocriti certi responsabili di alcune (?) emittenti nazionali in fatto di censure sui cartoni animati nipponici.
Ora, con questo secondo articolo, vorrei entrare più nel dettaglio basandomi però sempre sui fatti, che tutti gli appassionati potranno, se lo vorranno, constatare di persona, come del resto ho fatto nel precedente.
In passato, tutte le emittenti nazionali hanno trasmesso moltissimi cartoni giapponesi che ora denigrano, poiché (come ho avuto già occasione di dire) li consideravano "violenti" (?) e così "infarciti" (?) di riferimenti "sessuali". Strano però, che Italia 1, verso la metà degli anni '80, trasmise, fra i vari cartoni, "Bryger", serie robotica … strano che, nei primi anni '80, TMC trasmise il mitico "Gundam"…

L'elenco potrebbe continuare a lungo ma, il punto non è questo o almeno non è il principale.

Quello che vorrei far notare stavolta è che già in passato, un'emittente nazionale, Canale 5, trasmise la serie "L'incantevole Creamy" censurata (colpa della "solita" Manera?). Ora, senz'altro, vi starete chiedendo cosa c'era da censurare in una serie dove una bambina di dodici anni, Yu, con una bacchetta magica si può trasformare nell'affascinante sedicenne Creamy cantante di successo.

E allora cosa hanno censurato?

Le canzoni! Le stupende canzoni originali giapponesi!
Infatti, tutte le volte che Creamy cantava, le sue canzoni "scomparivano" (?) per lasciare il posto a quelle cantate da Cristina D'Avena
Voi tutti ora mi direte che è niente in confronto agli scempi veri e propri che hanno fatto in moltissime altre serie. D'accordo è vero ma, dal momento che le canzoni originali - ripeto, molto belle - sono state sostituite con quelle della D'Avena, si tratta già di censura poiché è stata stravolta (!) l'originalità della serie.

Con quale scopo l'hanno fatto?

Proprio non lo so! Almeno, se queste "canzoni" della D'Avena le avessero incise su disco, come hanno fatto con il cartone "Kiss me Licia", da cui è nato il 33 giri "Kiss me Licia e i Bee Hive", una scelta del genere avrebbe avuto senso, sempre secondo la loro mentalità, naturalmente.

Invece no! Questo fantomatico disco non è mai stato partorito!

Come mai questa scelta non è stata fatta, ad esempio, nella serie di Jem?
Mah, questo resterà sempre un arcano mistero…
Qualcuno, a questo punto, potrebbe dire che ciò che hanno fatto in Creamy è giusto. Anzi, che hanno fatto proprio bene a metterci le canzoni della D'Avena (anche se magari la odiano) poiché, se un bambino avesse sentito le canzoni originali giapponesi, la cosa - minimo - gli sarebbe potuta sembrare strana…
Se, eventualmente questi sostenitori ci fossero, vorrei fargli notare subito una cosa che, quasi sicuramente, metterà in crisi le loro convinzioni:

Agli inizi degli anni '80 arrivò, sui teleschermi delle TV locali, Muteking, ritrasmesso anche qualche anno dopo, dal circuito Junior TV (quando trasmetteva ancora qualcosa di decente).
Ora, la trama principale non la rammento bene, ma mi ricordo che, quando il ragazzo si trasformava in Muteking, partiva la canzone originale che durava più di due minuti.
Praticamente il momento della trasformazione era un vero e proprio videoclip (…a chi non se lo ricordasse sarò lieto di mandare una registrazione…).

Bene. Io, come penso la maggior parte dei bambini di allora, non mi sono mai posto la domanda "perché questa sigla è cantata in una lingua così strana".
Con quest'esempio, vorrei far notare come certa gente (per non dire qualcos'altro…), e mi sto riferendo ai responsabile delle emittenti televisive, sia così bacchettona nei confronti della cultura nipponica.
A questi bipedi (oggi sono proprio in vena di complimenti…) vorrei far notare anche che Arbegas, Polimar, Kyashan e potrei continuare ancora, sono stati trasmessi e continuano ad essere trasmessi con le sigle giapponesi senza che i bambini di allora - e quelli di oggi - si siano mai posti la domanda "perché non è in italiano?".
A questo punto, la loro censura su Creamy, è maggiormente ipocrita.

Vorrei far notare anche un'altra cosa; mentre la mano destra censura, la sinistra fiuta l'affare.
La Medusa distribuzione gruppo Fininvest, sta immettendo sul mercato home video la prima serie TV di Capitan Harlock, come fu trasmessa la prima volta dalla RAI.
Sono già alla decima videocassetta, quindi al trentesimo episodio (marzo '98).
…questa la dice molto lunga. Da una parte fanno i bacchettoni, dall'altra - invece - guadagnano su ciò che censurano.

Che ipocriti!!!

Tornando ora al discorso delle censure, vorrei far notare altre due cose importanti.
Nel 1990, circa, guardai su Canale 5, l'intera serie di "Mila e Shiro…".
Delle precedenti o successive messe in onda, non posso dir nulla, poiché non ne sono a conoscenza.
Quando la vidi io però, fui subito in grado di rilevare una cosa:
Nel sesto episodio, c'è una scena completa dove si vede Mila che fa la doccia insieme alle sue compagne.
Le inquadrature ai seni e ai sederi ci sono…
La cosa non mi ha scandalizzato e nemmeno mi ha fatto andare a trovare Onan…
La scena l'ho trovata semplicemente bella ed inserita in un giusto contesto.
Ma che è successo quel giorno che l'episodio è andato in onda?
La Manera insieme a tutto il suo staff era a letto ammalata?
Faccio questa domanda poiché secondo la loro mentalità moralista, quella scena non doveva essere trasmessa. In un film in prima serata magari sì, in un cartone animato no.
Mah, mistero…

1995. La Fininvest ritrasmette dopo sei anni la prima e la seconda serie di "Mimì e la nazionale di pallavolo".
La sigla di Georgia Lepore è stata cambiata con una di Cristina D'Avena. E passi…
Le prime cinque puntate della prima serie vengono trasmesse con il doppiaggio originale, ma dal sesto episodio è stato rifatto e vi lascio immaginare con che criterio…
I nomi originali sono completamente scomparsi per lasciare il posto a quelli italiani, molto comuni in Giappone…
L'esperto di pallavolo, che affianca il telecronista durante gli incontri, è stato chiamato Petronio!
…nome molto diffuso anche qui in Italia…(?)
Insomma, per tenerla un po’ breve, quando pensavo di potermi rigustare la prima serie di Mimì dopo più di sei anni di assenza dall'etere, a momenti do di stomaco!
Ma con quale criterio, mi chiedo, certa gente si prende la briga di ridoppiare una serie già doppiata e trasmessa in passato?
L'unica cosa che mi viene in mente - e che ogni appassionato, eventualmente, potrà constatare se ha le "due" versioni - è che, con un simile (?) lavoro, abbiano voluto cancellare ogni riferimento alla cultura nipponica.

Perché?

A questa domanda, per ora, proprio non so dare risposta,  tenterò ne "Il Punto 3…La Vendetta" (che fantasia!).
So che ciò che mi aspetta è un'impresa quasi impossibile, poiché per dare un certo tipo di risposta bisognerebbe entrare nella testa di certa gente…ed io, per ora, non sono ancora abituato a viaggiare nel vuoto assoluto.
 
 

I cartoni animati sono fantasia, distruggendoli, si uccide anche la fantasia. 
 

 
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