CRUSADES: Prima Crociata vol. 1 (2002)

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RIPROPOSTA


Crusades: Prima Crociata

(all’interno Crusades: 1-5, trad. di Matteo Casali)

Steven T. Seagle (writer),

Kelley Jones, Jason Moore, Mark Buckingham e Cameron Stewart (artist)

Vertigo/Magic Press

144 pp.(a colori e in brossura)

prezzo: 13,50€

Recensione di Fabio Ciaramaglia

 

Un Crociato a San Francisco.

Crusades è una serie Vertigo scritta da Steven T. Seagle e disegnata da Kelley Jones (inchiostrato da Jason Moore, Mark Buckingham e Cameron Stewart) che viene proposta in Italia dalla Magic Press (trad. di Matteo Casali).

La trama è pressappoco la seguente: durante vari scontri tra fazioni malavitose, un cavaliere con armatura, spada, scudo e destriero compare a San Francisco e inizia a fare strage di gangster. Poche persone hanno visto davvero questo Crociato senza morire e la maggior parte di queste non è affidabile (senzatetto, ubriaconi o tossicodipendenti). L’opinione pubblica, capitanata da Anton Marx, ‘conduttore d’assalto’ radiofonico, si interroga sulla reale esistenza di questo residuo dell’XI secolo e sui motivi della sua comparsa. La ‘saltuaria’ amante di Marx, Venus Kostopikas, indaga e vede il Crociato intento a punire gli uomini del capo-mafia conosciuto come ‘Papa’ all’interno di una scuola chiamata, guarda caso, ‘New Jerusalem’. Tuttavia, continua a restare un mistero la comparsa di un Crociato in pieno XXI secolo.

Il mistero è proprio uno degli stilemi più caratteristici dello sceneggiatore Steven Seagle: ho letto e leggo con piacere il suo House of Secrets (sempre pubblicato in Italia dalla Magic Press; tra l’altro l’ultimo volume è uscito in contemporanea con Crusades), ma resto sempre con quell’amaro in bocca della persona che non ha del tutto chiaro ciò che ha letto. Anche in questo caso, alla fine del volume, non si capisce molto anche se qualche indizio viene lasciato qua e là: qualche flashback delle vere Crociate, per esempio. Sicuramente, uno dei pregi di Seagle è la caratterizzazione dei personaggi. Anton Marx è un rompiscatole patentato, maschilista fino all’inverosimile, un ‘truffatore della comunicazione’, vagamente reazionario; il Papa è un criminale con la particolarità di sentire l’esigenza di farsi assolvere dai propri peccati prima di averli commessi; Addas Petronas è il più classico dei poliziotti anche se, a mio avviso, un po’ troppo sfigato in amore. Seagle riesce a dare il meglio di sé con la protagonista Venus. E’, come dicevamo, amante di Marx che però la tratta letteralmente come una pezza per lustrare i piedi e cerca di essere, con scarso successo, una donna in carriera (per indagare sul Crociato si fa licenziare per negligenza dal proprio lavoro). Soprattutto, Venus ha delle visioni che la fanno estraniare per brevi attimi dalla realtà: per esempio, nel momento in cui viene licenziata, pensa che è ‘fritta’ e ricorda la storia della sedia elettrica, oppure mentre parla con il suo analista immagina di essere Capuccetto Rosso e lui il lupo. In effetti il personaggio sembra ricalcato sulla popolare serie TV Ally Mc Beal, ma certo non da un punto di vista iconografico: se Ally è longilinea e di lineamenti chiari, Venus è giunonica e dalle chiare ascendenze mediterranee (proprio l’origine greca della donna fa giocare gli autori che la rappresentano in versione ‘Elektra’ come vediamo nel numero 3, pagina 5).

La caratterizzazione dei personaggi è ulteriormente approfondita dal tratto grottesco e caricaturale del grande Kelley Jones. Grazie ai disegni di Jones abbiamo la sensazione che ognuna delle persone che compaiono nel volume sia una distinta individualità da poter essere esplorata, così come grazie al suo talento riusciamo a seguire le impegnative ‘closure’ (secondo il linguaggio eisneriano) fra i pensieri di Venus e la realtà che la circonda. Inutile dire poi che, nelle scene in cui è impegnato il Crociato, Jones esibisce tutta la sua passione per il gotico (tra l’altro, nella pagina 30 del primo numero, il Crociato che si siede su un trono in una sala sotterranea ricorda un’altra delle grandi realizzazioni del disegnatore, ovvero il suo Batman). Ovviamente anche l’ambientazione della storia gode della maestria di Kelley Jones.

La storia mi ha lasciato piuttosto soddisfatto, tranne per quel solito amaro in bocca che mi resta dopo la lettura di Seagle (ma i disegni di Jones me l’hanno comunque raddolcita). Infine, rileviamo che l’autore ha scelto di utilizzare delle frasi famose come epigrafi per ogni storia (da Shakespeare a Goethe, da Grace Kelly a Urbano II): come spesso accade per alcuni fumetti di qualità, queste frasi non sono semplici orpelli ma veri e propri ‘commenti’ alle storie che seguono.

Il volume italiano è ben curato da un punto di vista estetico (carta di qualità) ma, se posso permettermi una critica alla Magic Press, qualche riga di introduzione o postfazione ce la saremmo aspettata. Il giudizio comunque resta sostanzialmente buono.

Nota bene: L’immagine della copertina è stata scaricata dal sito https://www.fumetto-online.it/ (che ringraziamo) ed è © della D.C. Comics

 

GIUDIZIO Buono
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