TALES FROM THE STARLIGHT DRIVE IN

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Testi di Michael San Giacomo, disegni di AA. VV.
240 pagine, brossura, 16.8×25.7, colore, $ 19.99
Image Comics

L’italoamericano San Giacomo propone una sorta di “Nuovo Cinema Paradiso” in salsa indy Hollywood. Il risultato è double-face: se i disegni non si lasciano sempre guardare con piacere, la storia convince, e scorre con sentimento.

articolo di : Fabio Graziano
L’idea dietro a questa graphic novel, sceneggiato dal sorprendente italoamericano Mike San Giacomo, è molto semplice e “americana”. Attraverso una serie di micro-storie, divise secondo una scansione cronologica che, dal 1955, favorisce un ritratto dell’evoluzione della società americana del dopoguerra, il volume racconta le vicende personali di un gruppo di ragazzi, le cui vite sono viste attraverso e orbitano attorno ad un cinema all’aperto, un Drive In.
Sfogliando il paperback, la prima impressione è piuttosto negativa. I disegni, realizzati soprattutto da artisti emergenti, sono quasi sempre acerbi, e spesso addirittura poco adatti all’atmosfera che ci si aspetterebbe da una storia come questa, dove ogni capitolo vorrebbe catapultarci in un preciso “mood” storico. Inoltre, uno dei capitoli è stampato male, è tutto un pixel: sembra quasi di avere in mano un prodotto della Planeta/De Agostini (è possibile, però, scaricarne una versione leggibile dal sito dell’autore).
Nonostante cioè, l’invito di chi scrive è di non lasciarsi scoraggiare da questo primo impatto, e di dare una possibilità a “Tales from the Starlight Drive In”. Al di là dell’estetica, che raggiunge livelli anche molto buoni in capitoli come quelli disegnati dagli italiani Francavilla e Bragalini, la storia è scorrevole e ben scritta.
Il paragone con “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore nasce spontaneo ed è inevitabile, seguendo le due storie un simile percorso tematico. Potremmo dire che San Giacomo adatta il topos del legame sentimentale tra un ragazzo e il cinema, inteso sia come luogo fisico che come forma d’arte, alla maniera Hollywoodiana, con un occhio “indy” da Festival di Sundance.
In definitiva, un volume ricco di cuore e di contenuto, consigliato soprattutto agli amanti del cinema e della musica d’oltreoceano, che apprezzeranno i numerosi riferimenti culturali con i quali San Giacomo ha speziato l’intera vicenda. Da scoprire.

 

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