INTERVISTA A RON GARNEY

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INTERVISTA A RON GARNEY

di Massimiliano Brighel

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garneyCartoomics 1997. Ho la possibilità di conoscere di persona Ron Garney, il grande (anche nel senso dell’altezza) disegnatore di CAPTAIN AMERICA. Garney è davvero un gran personaggio e, soprattutto, un tipo alla mano. Pensate che, in una serata italiana in cui si sentiva particolarmente euforico dopo un’ottima pizza milanese, ha pagato da bere a tutti gli avventori di un pub, guadagnandosi un applauso lungo quanto quello ricevuto dai fan presenti a Cartoomics.

E se già cominciate a sentire la sua mancanza al pensiero che il suo primo ciclo di CAPTAIN AMERICA si concluderà ad agosto, pregustatevi già il secondo. Che Ron inizierà a disegnare da settembre in USA su testi dell’altrettanto grande Mark Waid….

Cominciamo dagli inizi. Da quando hai iniziato a leggere fumetti da bambino.
Be’, a dire la verità, iniziai a disegnare comics già da quando avevo due anni. Mia madre ha dei disegni dei miei Superman e Batman fatti a quell’età. Credo di aver cominciato a leggerli quando imparai a farlo. Al liceo, smisi un po’ e mi appassionai più all’illustrazione fantasy e a cose di questo tipo. Fu questa passione che mi spinse a studiare illustrazione al college per prendere una laurea in graphic design and illustration. Poi, dopo il college, finii per trovare lavoro come barista in un nightclub e fu proprio uno dei miei colleghi che mi fece riscoprire i comic books mostrandomi un numero di SECRET WARS disegnato da Mike Zeck. Fu allora che capii che era quello che volevo fare nella mia vita. Così misi insieme un portfolio e lo feci vedere a Mike Zeck stesso il quale mi disse che ero pronto. Il giorno dopo partii perciò per New York City e, il giorno stesso, ricevetti il mio primo incarico: G.I. JOE. Avrebbe dovuto essere un lavoro a tempo pieno, ma quello stesso giorno >un altro editor mi offrì di disegnare MOON KNIGHT, quindi ebbi praticamente due offerte nella stessa giornata. Anzi tre, perché alla DC Comics mi offrirono Animal Man. Però, dopo qualche giorno, il primo disegnatore scelto, Chas Troug, cambiò idea e decise di illustrare lui stesso la testata. Di conseguenza, accettai MOON KNIGHT.

Ti piace disegnare gli animali?
Be’, sì, ma a quel punto qualsiasi incarico fisso mi avrebbe fatto contento. E penso che Animal Man sarebbe stato davvero molto divertente.

Hai poi letto i numeri che avresti dovuto disegnare, quelli scritti da Grant Morrison?
Quando ricevetti l’incarico lessi la sceneggiatura, ma il personaggio non mi era familiare.

Così, cominciasti a disegnare MOON KNIGHT quando lo scrittore era Jean Marc DeMatteis.
Esatto, e lavorai anche con Tom Palmer, che era l’inchiostratore della collana, per circa un anno. La mia prima saga fu Scarlet Redemption, un viaggio introspettivo nella mente del personaggio. Poi, feci qualche numero di DAREDEVIL, varie pin-ups, ancora G.I. JOE e una breve storia dell’Uomo Ragno per il MARVEL HOLIDAY SPECIAL del 1991. In seguito, ebbi un’offerta per diventare parte del progetto “Figli della mezzanotte” e disegnare prima NIGHTSTALKERS e poi GHOST RIDER.

garncapTi piaceva il lato oscuro dell’Universo Marvel?
Non ero contentissimo di disegnare quel tipo di storie. Dopo un po’, cominciarono a influenzare il mio umore. Volevo disegnare cose più ottimistiche, positive. Dopo GHOST RIDER ci fu la graphic novel DARK DESIGN e poi mi offrirono di disegnare CAPTAIN AMERICA.

Sì, ricordo che, quando lasciasti GHOST RIDER, nella rubrica della posta della testata inserirono un tuo disegnino con sopra la scritta “Ron Garney has already left the building” [Cioè “Ron Garney ha già lasciato l’edificio. La frase che gli annunciatori dicevano alla fine dei concerti di Elvis Presley per fare sfollare il pubblico. NDR]. Il disegno raffigurava Johnny Blaze che diceva: «è ora di riavere indietro la mia vita.»
[Risate di entrambi.]

Il metodo dello sceneggiatore di CAP, Mark Waid, è molto diverso da quello di Dan Chichester con cui avevi lavorato su NIGHTSTALKERS?
Sì, è differente perché è un diverso tipo di scrittura, di stile. Dan è molto dark e inserisce molti particolari nei suoi soggetti, tanto che talvolta è difficile accontentarlo. Anche DeMatteis tende a inserire troppi concetti in una storia sola. Entrambi, secondo me, non si rendono conto che si tratta di un comic book di 22 pagine e che le loro idee possono essere facilmente diluite in più numeri. Mark è invece molto aperto ai consigli.

E che mi dici di Howard Mackie, con cui hai lavorato su GHOST RIDER? John Romita Junior mi disse che era anche lui molto aperto…
Sì, esatto. Parlavamo spesso al telefono e, quando gli davo un consiglio, lui mi diceva: «Okay, fai pure! Divertitici!» E questo è sempre piacevole.

Riguardo GHOST RIDER, hai disegnato la sequenza in cui Ghost viene sostituito da Vendetta. Un ciclo che, a mio parere, fu più divertente e leggero della precedente, anche grazie alla presenza di ospiti come l’Uomo Ragno e Hulk.
Sì, non fu male, fu differente. E mi dette l’opportunità di disegnare questi personaggi.

Lavori in uno studio con degli amici o a casa come il sottoscritto?
Tempo fa, lavoravo in redazione alla Marvel e non era assolutamente facile. Poi, mi sono comprato una casa e ho iniziato a lavorare da solo. Quando voglio compagnia, però, chiamo degli amici colleghi a lavorare da me. Gente come Howard Porter, attuale disegnatore di Justice League America, Lee Weeks o Tom Morgan.

Parliamo delle tue influenze. Di qualunque tipo. Musica, cinema, tivù, fumetto, illustrazione. Qualunque cosa ti ispiri a disegnare.
La musica mi ispira a disegnare. A volte, quando lavoro, mi piace ascoltarla. Talvolta classica, talvolta rock. Dipende molto dall’umore. Quando disegnavo CAPTAIN AMERICA, amavo ascoltare le colonne sonore di John Williams come Star Wars, 1941, eccetera. Suono anche. Il pianoforte, la chitarra, la batteria, ma da solo, non in un gruppo. Nel campo dell’illustrazione, mi piacciono Escher, Norman Rockwell, M.C. Wyeth. Credo che siano questi i grandi maestri che i giovani disegnatori dovrebbero guardare e studiare. Al giorno d’oggi, i ragazzi vogliono tutti disegnare come Todd McFarlane e questo è un errore.

D’altronde, lui stesso ha imparato a disegnare i fumetti guardando questi autori.
Be’, di questo non ne sono certo, ma se i giovani non guardano i lavori di questi eccezionali maestri, non miglioreranno mai il loro stile.

Ricordo che anche Frank Frazetta era tra i tuoi preferiti.…
Sì, Frank Frazetta, Boris Vallejo… Come ho detto, al liceo mi misi in testa di diventare un illustratore fantasy e questi erano gli artisti che mi piaceva guardare.

Hai mai pensato di fare delle illustrazioni pubblicitarie?
Sì, ne ho fatte. Nel periodo in cui facevo il barista, feci anche delle pubblicità per diverse riviste. Quindi, nel mio curriculum non ci sono solo i comics…

I tuoi hobby, oltre a suonare vari strumenti?
Lo sport: il tiro con l’arco, il body building.

garnsurfL’ultima domanda: perché hai scelto di ispirarti alla versione di Silver Surfer data da Mœoebius invece che a quella di Jack Kirby o di John Buscema?
Perché sono molto attratto dalla strana grazia delle linee con cui Mœoebius ha raffigurato Silver Surfer. Penso che ne abbia dato la versione perfetta. Lui ha veramente catturato il personaggio. E ovviamente perché sono un grande fan di Moeœbius.

Perché ti piace Capitan America? Lo hai scoperto quando eri piccolo?
Se il mio personaggio preferito della DC Comics è Superman, quello della Marvel è Capitan America. I due hanno in comune gli stessi ideali. Credo nelle cose che rappresentano. Inoltre, Capitan America ha uno dei costumi più belli dell’intero universo dei supereroi.

Senza l’aquila sulla fronte, però.
Sì, senza il simbolo dei Van Halen sulla fronte. Perciò, disegnare il suo costume è sempre molto divertente, mentre fare quello dell’Uomo Ragno è una vera rottura! [Risate. Mentre Ron dice questa frase, inizia a inserire le ragnatele sul costume di un Uomo Ragno realizzato per accontentare uno dei suoi giovani fan. NDR]

Ricordi qualche ciclo di Capitan America che ti ha particolarmente impressionato?
Ovviamente il primo realizzato da Jack Kirby che, all’epoca, mi piacque davvero tantissimo.

E quello di John Romita Sr.?
Sì, certo. Ce ne sono talmente tanti! E’ che, probabilmente, ho seguito di più Capitan America durante il periodo Kirby. Quando uscì, avevo sette od otto anni ed ero particolarmente appassionato di comics. Poi, dopo di quel ciclo, ho seguito Cap solo sporadicamente.

garncap1C’è qualche membro del cast di Capitan America che ti piace particolarmente?
Sharon. [Risate generali] A chi non piace Sharon, eh? Poi mi piacciono Falcon, Nick Fury.… Personaggi che, però, non ho ancora avuto l’opportunità di disegnare.

Alla conferenza, hai detto che ti era piaciuto raffigurare il personaggio in scenari esteri. Nel settembre 1997, ricomincerai ad occupartene insieme a Mark Waid…
Sì, è quello che avevo voglia di fare nel mio primo ciclo. E sono riuscito un po’ a farlo nella saga Un uomo senza patria. Per me è divertente inserire Capitan America in scenari esteri perché è come se io stesso avessi delle avventure fuori dagli Stati Uniti senza dover lasciare la mia casa.

E poi mi piace usare le foto di altri paesi come riferimento. In questo modo, mi sembra quasi di esplorarli. Per esempio, in Un uomo senza patria, ho potuto disegnare Londra, l’aeroporto, il Big Ben. E questo mi piace perché dà un senso di realismo alle storie.

Puoi dirci come lavora Mark Waid, com’è il tuo rapporto di lavoro con lui…?
Buono. Sai, parliamo a telefono, discutiamo della storia, di quello che ho voglia di disegnare, eccetera. Lui è molto aperto ai suggerimenti. La nostra è una buona collaborazione.

E la scena finale di Operazione Rinascita, incui lo scudo di Capitan America taglia il braccio del Teschio Rosso, è un’idea tua o diMark?
No, no, è un’idea sua.

L’ultima domanda è per Antonio Verdini, il curatore delle testate della Marvel Germania. Qual è la tua opinione sul fatto che, nell’edizione tedesca di Operazione rinascita, verranno cancellate le svastiche?
[Risate] Penso che gli elmetti dei soldati siano comunque facilmente identificabili con quelli dei nazisti! Posso comunque capire perché le svastiche siano bandite: sono un vero simbolo del male. Comunque, probabilmente, la cancellazione delle svastiche renderà la scena più efficace.

Ma c’è pure Hitler nella storia!
Sì, anche questo sarà efficace!

Tutti i disegni e i personaggi di questo articolo sono © Marvel Comics

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