MISTERO CELESTE di P. Craig Russell

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RIPROPOSTA

Dopo Osamu Tezuka’s Metropolis si torna negli USA per le ultime 8 su 13 recensioni (del 2003-2005) estratte dal sito originario di Glamazonia
Buona rilettura, mario benenati, e condividete l’articolo se vi piace.


Mistero Celeste

(tratto dalla storia Murder Mysteries di Neil Gaiman

Testi e disegni: P. Craig Russell

pp.100/cartonato

euro 12,50

Edizione originale: Dark Horse

Edizione italiana: Magic Press

Recensione di Fabio Ciaramaglia

Il Mistero Celeste.

Una delle ultime opere di P. Craig Russell è l’adattamento fumettistico di Neil Gaiman’s Murder Mysteries (2002), ovvero di una storia scritta da Gaiman (vedi Smoke and Mirrors) poi recitata come pièce radiofonica. Questa storia è pubblicata dalla Dark Horse e in Italia dalla Magic Press con il titolo di Mistero Celeste (tradotta da Leonardo Rizzi). P. C. Russell è un grande disegnatore e, fra le sue opere, è il caso di ricordare gli adattamenti dalle fiabe di Oscar Wilde e di altri classici letterario-musicali (dalla saga dei Nibelunghi a Lovecraft, da Mozart a Kipling). Molti appassionati gaimaniani non possono non ricordare la collaborazione di Russell a due numeri di The Sandman: il n.24 (in La stagione delle nebbie) e il n. 50 (la storia mozzafiato intitolata “Ramadan”, tanto attuale ora che i venti di guerra mediorientali ricominciano a soffiare). Russell aveva anche riadattato già una storia di Gaiman, One Life, Furnished in Early Moorcook (anche questa storia la trovate su Smoke and Mirrors, mentre il riadattamento in Elric Stormbringer, Dark Horse/Lexy Produzioni).

La storia è tutta chiusa in una cornice in cui un giovane inglese si ritrova a Los Angeles dove incontra una vecchia amica con la quale consuma una rapida nottata di sesso. Perso nella trance causatagli dalla grande città, il giovane girovaga per poi finire su una panchina insieme a un vagabondo. Questi, in cambio di una sigaretta, si offre di raccontargli una storia, che è il vero e proprio ‘mistero celeste’ del titolo. Il vecchio si rivela essere Raguel, la vendetta del Signore, incaricato dal Signore stesso (per bocca di Lucifero) di investigare sulla morte di Carasel. Siamo all’alba dei tempi, un periodo in cui gli angeli sono al lavoro sulla Creazione e Carasel, con il collega Phanuel, aveva progettato l’amore per poi passare alla creazione della morte. Non c’è ancora stata la Caduta, ma, con ogni probabilità, è proprio l’omicidio di Carasel e la conseguente punizione dell’assassino da parte del Signore a fare da catalizzatore perché la stessa Caduta possa avvenire. Alla fine del suo racconto, Raguel spiega che lui non è fra gli angeli caduti e che ancora continua a esercitare la propria funzione: il suo incontro con il giovane, quindi, non è stato casuale. Non posso rivelare molto della storia proprio perché nell’investigazione e nei colpi di scena sta la grandezza della narrazione.

Qualcosa in più si può dire dei disegni di P. C. Russell che mi sembrano estremamente adatti nel rendere visivamente gli angeli (asessuati ed efebici). Lucifero è un angelo luminoso (come d’altronde dice il suo stesso nome) che però è tormentato da ciò che gli promettono le voci delle tenebre, quelle zone al di fuori dalla Città d’Argento in cui gli angeli progettano il Creato. Alcune panoramiche sulla città degli angeli sono a dir poco spettacolari così come, a contrastare, le poche sezioni che illustrano le tenebre sono assai inquietanti. Russell aveva già lavorato, come detto, con Gaiman proprio in quella saga che in The Sandman ci mostra dettagliatamente l’Inferno e il Paradiso (La Stagione delle Nebbie; NB: Morfeo era stato nell’Inferno già nel n.3). A p.14 di del n.24 è descritta e rappresentata proprio la Città d’Argento: è luminosa e splendente, ma è circondata dall’oscurità, perché la Caduta è già avvenuta. Russell sembra aver presente quel suo stesso disegno quando invece a p.16 del Mistero Celeste rappresenta la città nel suo massimo splendore e circondata dai colori dell’aurora, a sottolineare l’alba della Creazione. A volte è difficile comprendere in una storia a fumetti quanto la caratterizzazione dei disegni sia da attribuire al disegnatore stesso o allo sceneggiatore (molte volte è frutto di stretta collaborazione tra i due): il disegnatore, in questa storia, oltre all’idea originaria di N. Gaiman (ricordiamo che la sceneggiatura del fumetto è opera di Russell stesso) ha, a mio avviso, sfruttato anche la collaborazione ne La Stagione delle Nebbie.

Questo riadattamento mi è piaciuto e probabilmente, nel panorama americano, solo Russell sarebbe stato capace di renderlo così bene. Il Muth di The Mystery Play (Il Mistero di Dio, tradotto da Leonardo Rizzi, Magic Press) avrebbe dato alla storia una connotazione piuttosto inquietante, mentre qui c’è bisogno di un tratto che ci ricordi la Gloria della Creazione. A proposito di questa storia, c’è da dire che anche Mistero Celeste si fregia, nella seconda pagina, di una citazione tratta da un brano di ‘misteri medioevali’ (dal Ciclo di Chester, 1461 come recita la didascalia), a sottolineare un’attualità di quelle rappresentazioni che non si smentisce mai. Inoltre anche per ciò che riguarda lo script Russell si giova della sua esperienza nel riadattare i classici letterari, cogliendone punti nodali, rievocando immagini e donando il giusto ritmo. Il mio giudizio è buono e consiglio Mistero Celeste a chi si interroga sulle vie del Signore e a chi vuole altri suggerimenti su cosa interrogarsi; insomma a chi si è appassionato alla Stagione delle Nebbie e a The Mystery Play.

GIUDIZIO Discreto
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