THE SAVAGE DRAGON (1997)

RIPROPOSTA

Riproponiamo, dopo Spawn,  un altro personaggio importante della Image: Savage Dragon, che in Italia ha avuto alterne vicende.
Buona rilettura
Mario B.


THE SAVAGE DRAGON

di Stefano Samoggia

The Savage Dragon

Le origini

I personaggi

Oltre il limite

I Disegni

Curiosità

SD in Italia

Image

 

 

 

Esistono serie che, nonostante la loro indubbia qualità, non hanno mai avuto in Italia la fortuna editoriale che si meritavano, a vantaggio magari di altre. A mio avviso uno dei casi più eclatanti è il Savage Dragon di Erik Larsen.

La genesi di questo personaggio, come racconta lo stesso Larsen nell’introduzione al paperback che raccoglie le prime storie del gigante verde, parte da lontanissimo. Sin da bambino Larsen, che il pubblico italiano ha imparato ad apprezzare nelle pagine dell’Uomo Ragno post Mc Farlane, scriveva e disegnava soggetti come proprio passatempo. Presero così corpo in quegli anni personaggi come Star, Smasher, Rock, Vanguard e Dragon. Molti di questi, riveduti e corretti con la maturità degli anni, sono poi diventati veri e propri personaggi pubblicati dalla Image nelle varie collane sotto la supervisione di Larsen. Fra di essi, sicuramente, Savage Dragon è quello più rappresentativo e riuscito.

CHI E’ SAVAGE DRAGON

Per prima cosa, scordatevi la classica figura del super-eroe. Le origini di Dragon non si conoscono. Viene trovato nudo, in un magazzino in fiamme, privo di alcun ricordo personale: sa chi è l’attuale presidente degli Stati Uniti, ma qualsiasi domanda riguardante il suo passato rimane senza risposta. Le basi della serie vengono già presentate in questi primi numeri: Dragon si arruola nella polizia con l’incarico di occuparsi dei casi speciali in cui sono coinvolti supercriminali. Nessuna identità segreta, nessuna doppia personalità: Savage Dragon è da subito verde, grosso e fortissimo. Col tempo si scoprità fra le caratteristiche fondamentali di Dragon anche un fattore rigenerante che gli consente di guarire in poco tempo da ferite mortali, cosa utilissima, visto le batooste che prenderà nel corso della serie. Fondamentalmente buono, è comunque un personaggio a tutto tondo, con i suoi lati oscuri, le sue debolezze, lontano dallo stereotipo dell’eroe che da anni ci viene propinato da altri autori. Se un ispiratore ci deve essere, sicuramente questo va cercato nell’Hulk di Peter David, come ricordato da David stesso con una pungente battuta in Hulk 431 (Hulk e Devil 34, Marvel Italia): ad una splendida Betty che, vedendo Hulk con una finta pinna verde in testa, afferma: “E’ stupendo! Inganneresti chiunque !”, Hulk risponde: “Oh, andiamo! Chiunque con un po’ di cervello penserà: guarda Hulk con una pinna sulla testa !”.
A parte le indiscutibili somiglianze, però, Savage Dragon va oltre il gigante di giada della Marvel: supera le barriere del Comics Code – l’organo di autoregolamentazione dei fumetti, senza la cui approvazione un fumetto è considerato inadatto ai bambini – e si permette di affrontare temi quali la religione, l’omossesualità, il sesso e la violenza con una forza e una crudezza che a volte sorprendono anche il lettore più scafato.

Già nel primo arco di storie Larsen mette le carte in tavola: Savage Dragon è diverso dagli altri fumetti di supereroi. Qui la gente muore, fa l’amore, dice parolacce e ha tutti i difetti tipici del mondo reale. Estremizzando il messaggio che già Peter David con il suo Hulk (vedi l’archivio – LINK da aggiornare ) aveva lanciato, Larsen crea un fumetto dove i personaggi reagiscono alla comparsa di super esseri come reagirebbero nella realtà. A Chicago arrivano supercriminali che la polizia non riesce a fermare? bene, si arruola nella polizia un superessere come Savage Dragon, che diventa così uno dei pochi supereroi senza un costume ma con la divisa della polizia.

IL CIRCO DEI PERSONAGGI

Proprio in questi giorni, mentre sfoglio la mia collezione per fare un elenco sintetico dei personaggi principali, mi accorgo del grande lavoro di caratterizzazione fatto da Larsen e dell’incredibile numero di personaggi, tutti con una loro personalità ed un ruolo ben preciso nell’economia del fumetto, che ha saputo sapientemente inserire.
Già nei primi numeri facciamo subito la conoscenza di altri personaggi fondamentali per l’evoluzione della serie: il tenete Frank Darling, che diventerà l’amico più caro del nostro eroe, Mighty Man, la cui identità segreta, scoperta solo molti numeri dopo – sarà l’ennesimo colpo di teatro architettato da Larsen – Overlord, il supercattivone della serie, Rapture, la donna di Dragon, con un passato da prostituta e tanti altri. Pensate che nel numero 38 della serie, in appendice, per ognuno dei 48 poliziotti del distretto in cui lavora Dragon, Larsen prepara una scheda con foto e dati anagrafici !!!

Il piccolo universo creato da Larsen è perfettamente autosufficiente. Prova ne sono le innumerevoli miniserie e serie spin-off che si affiancano in pochi mesi alla testata portante Savage Dragon: il Superpatriota, Vanguard, Star solo per citare quelle più riuscite. Tutte queste collane, in particolar modo quella della Freak Force, sono in perfetta continuity con le storie del Dragon e, soprattutto la prima serie dedicata a quest’ultimo gruppo, durata 18 numeri e sceneggiata da quel genio di Keith Giffen, è una piccola chicca che consiglio a tutti di leggere o rileggere (è apparsa per intero su Spawn & Savage Dragon della Star Comics, dal nr. 13 al nr. 30).

Personalmente trovo che tutti i personaggi di Larsen, siano essi normali o strane mutazioni genetiche, siano ciò che di più originale e fantasioso si possa trovare in giro: dagli stessi eroi, fra cui troviamo ninfomani, ritardati mentali e psicopatici, ai cattivi, sui cui superpoteri Larsen decisamente si supera. Alcuni esempi: nel nr. 25 facciamo la conoscenza di un gruppo di mutanti, il cui nome “Body Function” è tutto un programma, che dire disgustosi è far loro un complimento: uno ha il potere di lanciare micidiali caccole dal naso, uno usa come arma i propri gas di scarico (non quelli dell’automobile), talmente potenti da permettergli di volare, uno fa del rutto libero un’arma potentissima e l’ultimo, il loro capo, tale Cesspool, è un enorme bubbone pieno di puls.

Nel nr. 6 (spawn & Savage Dragon 12) troviamo invece un supercattivo che al posto delle braccia ha due enormi tubi che gettano letame sugli avversari, mentre resta insuperato, a mio avvivo, l’essere con una testa a forma d’uovo, che si apre longitudinalmente diventando un’enorme bocca. Scimmie col cervello di Hitler, supercattivi con la faccia da pollo, esseri composti da soli vermi, DIO – si, proprio quello bibblico – che fa a botte con Satana, prendendosi un calcio nelle zone basse e che dice parolacce sono solo alcune delle irriverenti idee che Larsen inserisce in Savage Dragon.

Un altro aspetto da non sottovalutare nelle storie di Larsen sono i Team Up con altri personaggi, non solo della casa madre Image. Il bello degli indipendenti è proprio questo: Larsen adora le tartarughe ninja ed Hellboy? Ecco pronti altrettanti crossover con queste serie, anche se di altre case editrici – in realtà Larsen rileverà in seguito le tartarughe ninja dalla loro precedente casa editrice e creerà una testata tutta per loro, di cui farà le copertine – Stesso dicasi per altri eroi Image, con cui Savage Dragon si incontra in tempi non sospetti, quando magari gli altri personaggi non hanno nulla di nuovo da promuovere: vediamo così fra gli altri Spawn, Wildstar, MAXX e i WildCats.

OLTRE IL LIMITE

Sottotrame belle e misurate, gialli, intrecci amorosi e sessuali, rivalità, sangue. Tutte queste cose fanno parte di Savage Dragon. Non si può certo dire che Larsen sia stato gentile con il suo personaggio: nel giro di 40 numeri Savage Dragon viene bruciato, graffiato, perde un braccio, viene impalato, gli vengono fratturate tutte le ossa, gli vengono bruciate entrambe le braccia e, come se non bastasse, viene ucciso, tanto da ritrovarsi all’inferno al cospetto di DIO e Satana in compagnia di Spawn. Come controparte quasi con lo stesso accanimento con cui tortura il suo personaggio, Larsen non fa mancare nella vita di Dragon momenti, come dire, di intimità con innumerevoli ragazze.

In una recente intervista rilasciata a Wizard, ammette molto placidamente che la violenza e il sesso che pervade un po’ tutte le storie di Dragon sono volute e che, anzi, spera proprio di riuscire in qualche modo a scandalizzare il lettore. L’intento dichiarato è quello di recuperare quello spirito trasgressivo e di “oltre il limite” che era tipico dei fumetti horror anni ’50: si può oggettivamente affermare che è riuscito nel suo intento. Ogni volta che si legge Savage Dragon non si sa mai cosa aspettarsi. Ad esempio: chi ha detto che se si viene inghiottiti da un gigantesco mostro, la strada da cui uscire sia la bocca o uno squarcio nella pancia? Non vi vengono in mente altri orifizi, già collegati direttamente allo stomaco, da cui si potrebbe uscire? …si avete capito bene…nel nr. 35 Savage Dragon esce proprio da lì.

Solo in due casi Larsen si è lasciato in qualche modo intimorire dall’opinione pubblica: i nn. 17 e 31 sono, infatti, usciti in due versioni, censurate e non. In particolare nel 17 una disegno troppo osè di Rapture viene coperto, mentre nel 31 è una frase troppo spinta pronunciata da DIO in persona a subire la censura. Chi volesse recuperare gli albi originali, sappia quindi che ne esistono due versioni, e cerchi naturalmente quelle non cersurate – consiglio del sottoscritto.

I DISEGNI

Personalmente non ho mai apprezzato molto il tratto di Larsen. Secondo me presenta ancora molte inezattezze prospettiche, ormai assorbite dall’autore come suo marchi di fabbrica, e inevitabilmente la pagina non riesce mai ad acquistare una reale profondità. Anche l’espressività dei personaggi non è, a mio avviso, paragonabile a quella di altri disegnatori, e certi visi, mi viene in mente Rapture che chiede a Dragon di sposarla, non rendono assolutamente il patos del momento.

Non vorrei però sembrare troppo severo nei suoi confronti: Erik Larsen è un ottimo professionista, con tanto mestiere alle spalle, che sa sapientemente costruire la pagina, splendide le trovate che usa ogni volta per non mostrare le nudità dei personaggi, e che ha un talento naturale alla narrazione. La mia critica è rivolta solo alle anatomie e a una stilizzazione delle forme, accentuatasi col tempo, che personalmente non gradisco.

Va detto comunque che Larsen, a differenza di tutti gli altri autori Image, non ha mai accettato di farsi sostituire al disegno e tutti e 41 i numeri usciti fino ad ora portano la sua firma ai disegni e alle chine. Quando ha voluto far scrivere e disegnare storie di Savage Dragon ad altri il mezzo utilizzato è stato sempre quello di albi separati.

 

CURIOSITA’

Non basterebbe probabilmente un intero articolo dedicato solo a questo per segnalare tutte le citazioni o i giochetti che Larsen si è divertito a fare con il suo Dragon. Vi racconto, quindi, solo alcune curiosità, in ordine sparso, sapendo fin d’ora che sicuramente me ne sono sfuggite tantissime:

  • Come accenato poco sopra, nel nr. 27 Rapture chiede a Dragon di sposarla. Dragon rifuita – sigh, io speravo accettasse – ed il rifiuto è stato deciso dai lettori tramite votazione Per la precisione 258 si e 266 no.
  • Recentemente Savage Dragon ha partecipato ad un cross over con nientemeno che Spiderman, Gambit e Howard il papero (visto in Italia su Uomo Ragno Deluxe 29). Visto però che il crossover non è ufficiale, il nostro eroe appare sempre di schiena e non viene mai citato esplicitamente.
  • Nel 1994 l’Image decise per un mese di scambiare i disegnatori delle varie testate. Capitò così che Savage Dragon venne scritto e disegnato per un numero da Jim Lee, mentre Erik Larsen si cimentava con i Wild Cats.
    La storia di Lee, però, piacque talmente poco a Larsen da decidere di farla sparire dalla continuity del Drago.
  • Anche Larsen non ha resistito al fascino del marketing, anche se in maniera molto inferiore ad altri suoi colleghi: esiste una serie di pupazzi, comprendenti le quattro Ninja Turtles, She-Dragon Barbaric e due figures del drago.
  • Nel nr. 41, in cui assistiamo al matrimonio fra Barbaric e Rirochet, appaiono praticamente tutti i personaggi del fumetto americano: da Bone a Hellboy, dai Fantastici Quattro a Vampirella, da Batman a Cerebrus.
  • Attraverso il personaggio di Peter Klaptin e di R.Richard Richards, direttore del più importante giornale di Chicago, che ritiene Savage Dragon una minaccia per la sua città, Larsen cita chiaramente l’Uomo Ragno e il suo cast di comprimari. Troviamo così un ammazzadraghi, pilotato a distanza dallo stesso direttore, che cita direttamente l’ammazzaragni di J.J. Jameson, e una formosa rossa, compagna di questo Peter, troppo uguale a Mary Jane.
  • Sempre nel campo delle citazioni, non mancano i Nixed Men (versione riveduta e corretta dei Next men di John Byrne) e una She-Dragon che parla con i lettori attraverso il fumetto (She-Hulk docet).
  • Savage Dragon riesce ad incontrarsi anche con gli alieni di Mars Attack di Tim Burton, finendo persino su Marte per sgominarli.
  • Rapture, dopo essere stata rifiutata da Dragon, ne partorisce il figlio, un delizioso draghetto con la pinna in testa. Mentre si trova ancora in ospedale, questi viene sostituito da un bambino morto e portato via da un non ben definito cattivo. La curiosità sta nel fatto che nello stesso periodo la stessa cosa succedeva all’Uomo Ragno. Larsen, nella pagina della posta, ha però chiarito che si è trattata di una pura coincidenza.
  • In una bellissima storia di Peter David, pubblicata in Italia su Devil & Hulk 27, Hulk rifiuta di donare il suo sangue, possibile ultima cura per un suo amico malato di Aids, nel timore di generare un nuovo incontrollabile mostro. Così facendo l’amico muore. Larsen ricrea la stessa situazione su SD 32 cambiando però il finale: Dragon accetta di donare il proprio sangue e l’amico malato sembra guarire. Tempo pochi minuti e il malato prima diventa verde con una pinna in testa, e poi esplode letteralmente. Morale: il risultato non cambia, ma un amico non si sarebbe mai rifiutato di donare il proprio sangue, se ciò poteva dare ancora un barlume di speranza.

Mi fermo qui lasciando ad ognuno di voi il divertimento, rileggendo la serie, di trovare altri mille particolari.

SAVAGE DRAGON IN ITALIA

Con l’acquisto dei diritti di Spawn da parte della Marvel Italia, l’avventura di Savage Dragon in Italia sembra temporaneamente conclusa. Potete leggere le sue avventure, prima la miniserie e poi la serie regolare, a partire da Spawn & Savage Dragon nr. 1 della Star. Vi consiglio di cercare, magari fra le bancarelle dell’usato, tutta la serie. Assieme ai due titolari della rivista, infatti, hanno trovato spazio su quelle pagine anche tutte le miniserie e le serie regolari in qualche modo collegate al Dragon. A partire da Vanguard fino ad arrivare alla mia preferita, la Freak Force.
Dal nr. 24, se vi interessa continuare a seguire le avventure del drago verde, vi dovrete ingegnare a trovare le edizioni originali. Quasi dimenticavo: sempre per quelli della Star Comics è uscito anche un paperback che raccoglie la prima miniserie del drago verde non disegnata da Larsen: Pioggia di Sangue.

A chi ha seguito l’edizione italiana, posso solo dire che il meglio doveva ancora arrivare, con Rapture che si separa da Dragon pur essendo incinta (!!!), con il duello fra DIO e Satana più volte ricordato, e un matrimonio a soropresa fra due comprimari della serie. In america, intanto, si è appena conclusa una splendida miniserie, con storia di Tom e Mary Bierbaum e disegni di Rick Mays e Mark Lipka su layout di Adam Hughes ambientata nel mondo delle spogliarelliste (slurp !!!). Inutile dire che auspico al più presto almeno uno Star Magazine Oro che raccolga questa storia.

In altri articoli di Glamazonia – chi ci segue da tempo lo sa – non siamo mai stati tanto buoni con l’Image, soprattutto quella degli esordi, quando disegnatori con pochissima esperienza narrativa si inventarono scrittori con dubbi risultati e la nostra preferenza per gli autori rispetto a disegnatori spettacolari non è mai stata un segreto. Larsen è la classica eccezione che conferma la regola.
Lo so che un critico dovrebbe essere freddo e distaccato, però vi garantisco che se vi piacciono i supereroi, adorate l’Hulk di Peter David e siete stanchi della stessa zuppa che vi propinano i convenzionali Superman e Uomo Ragno, allora non potete non dare almeno un’occhiata a Savage Dragon.

 

Tutti i disegni apparsi in questo articolo sono Copyright di Erik Larsen.

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