VENGA IL TUO REGNO (PLAYMAGAZINE dal N°10 al N°13, ottobre-dicembre 1996)

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RIPROPOSTA


VENGA IL TUO REGNO

Su PLAYMAGAZINE dal N°10 al N°13

Play Press

Spillati 72 pg. L.3500

Testi: Mark Waid

Disegni: Alex Ross

 

Recensione di Marcello Vaccari

Questa breve recensione vuole essere solo una disamina dell’edizione italiana, visto che un esauriente articolo su Kingdom Come lo troverete in archivio. Bisogna dire che la Play Press è finalmente riuscita a darci un prodotto di buona qualità tecnica, dopo i tanti (troppi) problemi avuti in passato (vedi il volume di Batman: Anno Uno). La stampa è molto buona (anche se in alcune copie persiste ancora qualche fuori registro) ed il prezzo è davvero ottimo, se si considerano le 72 pagine di carta patinata di grande resa. Anche l’apparato redazionale è finalmente degno di un fumetto così complesso, ma vi consiglio di leggervi le pagine delle note solo dopo avere letto TUTTA la miniserie, per non perdervi il piacere di dare la VOSTRA interpretazione, senza condizionamenti esterni. Infatti Venga il Tuo Regno è un’opera molto complessa, con più chiavi di lettura, ed ognuno deve poter trovare la propria. La traduzione è abbastanza buona, anche se sarebbe meglio fare controllare bene l’italiano prima di fare il lettering. Alcuni discorsi sono tradotti troppo letteralmente, quindi non “scorrono” bene in italiano, e si fatica a leggerli. Rispetto quanto detto nell’articolo precedente, ho solo una puntualizzazione da fare. Molti, soprattutto in America, si sono lamentati perché questo o quel personaggio secondario non è stato approfondito, o perché di moltissimi personaggi che compaiono non viene neppure citato il nome, ma dimenticano che questa è essenzialmente una storia di Superman, con Batman e Wonder Woman come comprimari, Luthor, Captain Marvel ed in parte Magog come cattivi, tutti gli altri sono solo coreografia (anche quelli che compaiono più spesso), messi in scena soltanto per fare da sfondo alla storia portante, e non certo bisognosi di approfondimento. Anche Spectre e Norman McCay sono semplicemente degli strumenti narrativi, ed hanno pochissimo peso nell’economia della storia, tranne che nell’epilogo, quando il pastore riesce a ricordare a Superman l’umanità dimenticata.

Alla fine comunque, questo è un capolavoro assolutamente imperdibile.

Le immagini dell’articolo sono © D.C. Comics

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