MADE IN JAPAN: IL GIOCATTOLO DEI BAMBINI #1 (12-03-2002)

RIPROPOSTA


Il Giocattolo dei Bambini #1

Dynamic Italia
bimestrale pp.208 b/n con sovra-copertina.
Lettura ‘alla giapponese’
€4,08/£7.900

Recensione di Fabio Ciaramaglia 

 

 

Manga del 1995, Kodomo No Omocha (ovvero il Giocattolo dei bambini) di Miho Obana è meglio conosciuto nella sua versione animata trasmessa da ItaliaUno con il titolo di Rossana.
E’ la storia di una bambina di nome Sana Kurata che è diventata famosa come attrice sia in compagnie teatrali che in spot pubblicitari. Le sue vicende non sono ovviamente soltanto quelle inerenti il mondo dello spettacolo, ma anche quelle che avvengono all’interno della sua scuola, come buona tradizione degli Shojo-Manga. Suo vero e proprio antagonista è Akito Hayama, un ragazzo solitario e prepotente, che riesce a tenere sotto di sé sia i suoi compagni di classe (una sorta di ‘branco’ ai suoi ordini) che alcuni insegnanti (che ricatta con alcune foto scabrose di cui è entrato in possesso). Ovviamente questo spunto iniziale cambierà e, come sanno coloro che hanno seguito la versione animata, la serie diventa più complicata, anche con l’inserimento di nuovi personaggi.
Definire questo manga ‘shojo’ forse è un po’ limitativo, proprio perché le storie dei personaggi gradualmente usciranno dai banchi di scuola per avere ambientazioni più varie. Le tematiche a volte diventano anche più adulte (le reazioni della famiglia Hayama alla morte della madre, la volontà di non-vivere di Hayama stesso,l’adozione di Sana, la violenza psicologica nella scuola), tant’è che la versione italiana targata Dynamic sfoggia in prima di copertina un vistoso ‘Riservato a un pubblico maturo’. E’ però vero che ci sono episodi estremamente divertenti dovuti soprattutto alla protagonista Sana che, molto spesso, si esibisce in maniera istrionica anche in momenti molto drammatici. Grandioso anche il personaggio della madre, la scrittrice Misao Kurata, che si esibisce con vistose acconciature che ospitano al loro interno uno scoiattolo, ma che al contempo, alterna momenti di grande serietà.
Per ciò che riguarda l’edizione italiana, bisogna dire che è molto curata con addirittura tre pagine di note per spiegare alcuni elementi tipicamente giapponesi, così come i giochi di parole costruiti nell’originale con gli ideogrammi. Inoltre il volume è fornito di un’elegante sovra-copertina che dà una maggiore dignità al prodotto. Una pecca è che alcune vignette sono scarsamente leggibili perché troppo vicine all’interno pagina, ma comunque sono poche.
Uno dei motivi per leggere il manga è il riuscire a seguire la storia senza avere le censure abituali della serie televisiva (e soprattutto per arrivare al finale che io, personalmente, non sono mai riuscito a vedere su ItaliaUno).


GIUDIZIO buono

 

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