iCOMICS 1

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Testi e disegni di AA.VV.
164 pagine, colore, brossurato, formato 20×29,50, Euro 9.90
Kawama

di Mario Benenati
In edicola dalla fine di maggio, ho comprato la rivista iCOMICS, in seguito ad una segnalazione di un mio caro amico, che aveva ritrovato dopo quindici anni circa anni una rivista di fumetti in edicola.

Tralasciando alcuni piccoli refusi e qualche problemino di lettering, la rivista, a mio avviso, ha debuttato con un numero appena sufficiente.
La copertina è troppo scura, e risulta poco visibile in edicola. Inoltre ci sono troppe scritte che disorientano l’eventuale utente interessato all’acquisto.
All’interno c’è una grafica mista composta da box rettangolari e di box tipo block notes con gli angoli arrotondati, per quasi tutti gli articoli, che si scontra poi con i pochi articoli finali che hanno le classiche tre colonne e le immagini rettangolari. Mi sembra un tentativo, mal riuscito, di coniugare una lettura snella delle parti redazionali (scritte) con una lettura più classica. Poi quasi tutti i box presentano dei colori forti ed alcuni pure scuri che ne appesantiscono la lettura.
Le tematiche della rivista sono anch’esse miste, non si capisce bene la linea guida.
Da un lato la rivista inizia con una lunga storia autoconclusiva (Maat) che strizza l’occhio ad un pubblico giovanissimo con un’idea carina, dallo stile grafico tra il disneyano e SkyDoll, che presenta una prima parte molto articolata ed interessante, ed una seconda parte ed un finale molto scontato e abbastanza banale. La colorazione è l’unica cosa che rimane costante, e di buon livello, nella storia.
Altra storia che può essere considerata interessante è l’ultima che è di Paolo Eleuteri Serpieri, un mostro sacro del fumetto italiano, con la prima parte de L’indiana Bianca, in versione colorata. La storia è una delle sue migliori opere, risalente al suo primo periodo artistico, quando ancora non aveva cavalcato il genere misto: SCI-FI con tette e culi che lo ha di fatto reso famoso in tutto il mondo (Druuna).
Dall’altro lato ci sono delle storie brevi, che sono carine ma anche molto deboli, in particolare quella di Lucio Parrillo (datata 1997), è un po’ confusionaria sia come trama sia come disegni. L’unica che si salva è Oggi si gioca dei giovani Monteleone – Catalano.
In conclusione iComics è una rivista come non se ne vedeva da troppo tempo, ma ancora da tutta da costruire; mentre per quanto l’aspetto multimediale, cioè di poter usufruire di altri contenuti tramite iphone, e cellulari simili, non è un valore aggiunto epocale, come sbandierato in copertina, ma discriminante per chi questi aggeggini non li possiede. Non è così che l’editoria a fumetti “aggancerà” un maggiore numero i lettori.

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