LEGIONNAIRES – LEGION OF SUPER HEROES (agg. 1996)

 


Legion of Super Heroes

Legionnaires

32 pag. spillati

$ 2,25. D.C. Comics

Recensione di Marcello Vaccari & Rino Monreale

LA LEGIONE DEI SUPER-EROI

Sono due serie decisamente interessanti, sia per le storie che per i disegni, e ci ripresentano la mitica “Legione dei Super-Eroi” in una nuova veste, più moderna, che è ripartita da zero, dopo il mega crossover “Zero Hour“.

L’operazione di restyling, è stata eseguita dalle abili “mani” di Mark Waid, l’autore di “Flash“, il creatore di “Impulse” e di “Kingdome Come“, conosciuto come lo storico della DC, e noto fan della Legione, capace di ricordare anche i fatti più insignificanti e i personaggi più assurdi (è stato autore anche di un poco noto “Who’s who in the Legion“).

Era davvero necessario; la storica “Legione dei Super Eroi”, in quasi quaranta anni di storia, aveva accumulato parecchie ingenuità divenute assurde, e molte incongruenze, che col passare del tempo, erano diventate sempre più vistose e difficili da gestire. La più vistosa di tutte si ebbe dopo “Crisis”: Superboy e Supergirl non c’erano più, anzi non erano mai esistiti, cancellati dal cataclisma cosmico-dimensionale che aveva ricreato dalle fondamenta l’universo DC, ma nonostante questo, le vicende della Legione proseguirono senza cambiamenti, come se i due personaggi che in pratica avevano ispirato la nascita della Legione si fossero semplicemente allontanati.

Il colpo di grazia lo ha dato la lunga gestione di Keith Giffen, che nel tentativo di svecchiare la serie, l’aveva snaturata al punto da non essere più riconoscibile: con la Federazione colpita da una enorme crisi economica, la Terra sull’orlo del collasso, guerre, la Legione disciolta, i suoi membri ormai invecchiati e allo sbando, insomma uno scenario decisamente apocalittico che si era concluso addirittura con la distruzione della Terra. Le storie pur essendo interessanti erano decisamente pesanti, e soprattutto non erano più storie della Legione, quelle che mescolavano, con mano lieve e uno stile da soap-opera, divertimento, sentimentalismo e tragedia.

Così per correggere tutti quegli errori che si erano accumulati dopo “Crisis”, fu sviluppato “Zero Hour”, alla fine del quale viene azzerata la storia della Legione, facendo ripartire tutto dalle origini.

La storia ricomincia con tre ragazzi provenienti da tre pianeti diversi in cerca di lavoro, che si incontrano casualmente durante il viaggio verso la Terra e salvano la vita di Renè Brande, uno degli uomini più ricchi e importanti della Federazione, grazie ai loro poteri. Egli, grande ammiratore dell’Era degli Eroi, (il 20° Secolo) decide di finanziarli e di trasformarli in Super-Eroi.

Così la “Legione dei Super-Eroi” è rinata, il gruppo di super-adolescenti del 30° Secolo, ha finalmente uno status riconosciuto: sono divenuti i rappresentanti degli ideali della “Federazione dei Pianeti”, e anche il suo braccio armato. Questi giovani super-eroi, sono tutti ben caratterizzati nei modi, abitudini e culture dei pianeti di origine, e vivono le loro avventure tra astronavi, pianeti lontani, viaggi nel tempo e scontri con razze aliene, secondo la fantascienza più classica, in stile “Star Trek” (che è spesso citato). Sono avventure divertenti e tragiche, è quasi impossibile prevedere cosa succederà (o chi morirà) nel prossimo episodio, anche se le nuove storie ripercorrono la vecchia continuity della Legione, ripescando tra le storie classiche degli anni ’60. Mark Waid ne ha approfittato anche per creare alcuni personaggi completamente nuovi. XS nipote di Barry Allen-Flash (e quindi cugina di Impulse), che abbiamo di recente visto sulle pagine del Flash della Play Press, è una di questi.

I disegni sono passati in diverse mani in questi tre anni, da Chris Sprouse, Stuart Immonen, Jeffrey Moy, Lee Moder e altri, ma si tratta di disegnatori che fanno tutti parte di quella scuola di “espressionismo morbido” che ha in Alan Davis (che disegna le copertine) il suo capostipite, e questo ha dato una continuità grafica alla serie, che richiama in parte le storie degli anni ’60 disegnate dal grande e compianto Curt Swan. Attualmente le due serie sono sotto il controllo di Tom Peyer, Tom McCraw e Roger Stern, che hanno mantenuto tutta la verve ed i dialoghi scoppiettanti della precedente gestione di Mark Waid. In definitiva questa è una delle serie più divertenti e godibili del panorama supereroico americano, ingiustamente snobbata dalla critica di casa nostra, mentre quella d’oltreoceano sta iniziando a comprenderne il valore, insieme ad un buon numero di lettori.

 

GIUDIZIO Discreto

 

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