SPECIALE SATANIK – Pagina 1: INTRODUZIONE e LA STORIA

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INTRO

Un paio di cose prima di addentrarci nel vivo di questo articolo (oggi diventato uno Speciale, MB).

La realizzazione di questo lungo pezzo su Satanik nasce in seguito alla grande passione che nutriamo da anni per questo personaggio. Quello che non abbiamo mai trovato nelle varie pubblicazioni in parte o completamente dedicate al personaggio, è un vero scritto completamente basato sul fumetto. Quando si legge di Satanik si finisce per sentirsi dire sempre le stesse identiche cose: il fenomeno del fumetto nero, gli anni sessanta, le implicazioni ideologiche riflesse da questo fenomeno, guardato come fenomeno già morto e sepolto. Per questo abbiamo volutamente evitato di rigirare il coltello in una piaga fin troppo frequentata.

Per questo ci siamo basati sul valore del fumetto in sé evitando commemorazioni nostalgiche e insopportabili disquisizioni sociologiche. Crediamo che questi argomenti siano già stati sviscerati fino alla noia nel modo più esasperante. Senza la pretesa di aver realizzato qualcosa di perfetto o culturalmente degno vi proponiamo un articolo fatto da appassionati di fumetto per appassionati di fumetto.

NOTA BENE: Tutti i disegni ed i personaggi compresi in questo articolo sono © MAX BUNKER PRESS.
Tutti i disegni sono di MAGNUS tranne a pag. 8 di ROMANINI


STORIA

Articolo di Roberto Napoli, con la supervisione di Rino Monreale

Marny Bannister è una giovane e brillante scienziata, intelligente ma dall’aspetto orribile, a causa di un angioma che le deturpa il volto.

Frustrata e derisa da tutti, anche dalla famiglia e principalmente dalle sorelle, ella si butta nello studio della teoria di Masopust (uno studioso ritenuto più un alchimista che uno scienziato), e attraverso un esperimento azzardato e rischioso riesce così a cambiare il suo aspetto repellente, diventando bellissima.

Questi sono i prodromi della storia, quasi una favola che mescola “Cenerentola” e “Il brutto anatroccolo” con il “Faust” e “Il dottor Jekyll e mister Hide“; una favola abbiamo detto, ma una favola nera, un condensato di desideri, paure e angosce, che ha come protagonista “una strega dei tempi moderni“.

Marny era una donna frustrata e psichicamente distrutta, il suo desiderio di rivalsa covato per tutta la vita ora deflagra con una violenza allucinante.

Da questo si sviluppa la lunga saga di Satanik, “la Rossa del Diavolo“, impegnata in una interminabile serie di omicidi e di efferatezze, per conquistare ciò che le era sempre stato negato, il rispetto, il potere, la ricchezza, e per fare questo dà libero sfogo a tutti i suoi peggiori istinti repressi. La prima azione della nostra rossa è la vendetta verso le sorelle a cui riserverà un trattamento veramente sadico.

Suo antagonista è il tenente Trent con cui si scontra fin dai primi episodi.

Il personaggio è di una crudeltà invidiabile e sfrutta ogni occasione per i suoi fini di rivalsa verso il mondo che l’ha maltrattata. Gli uomini vengono usati, spremuti, e gettati nella spazzatura. Il clima generale delle storie è claustrofobico, cupo e violentissimo. Il merito di questa atmosfera realmente malsana è da attribuire equamente ai testi lucidi e folli di Max Bunker, e ai disegni plastici di Magnus, che in un bianco e nero delirante esaltano al massimo gli aspetti più scabrosi delle storie.

Con l’arrivo di Satanik la rivoluzione operata dal fumetto nero è completa, e l’invasione dei personaggi con la “K” raggiunge il suo culmine, Satanik è la protagonista che riassume tutte le novità del “nero italiano“, le sue storie mescolano poliziesco, erotismo, horror e fantasy, con una profonda introspezione e caratterizzazione dei personaggi.

Naturalmente un fumetto così negativo (almeno esteriormente) non poteva non irritare la censura che iniziò a perseguitare la testata (e con essa la sorella “Kriminal” altrettanto degenerata). Siamo nella metà degli anni sessanta, ed è indubbio che per quei tempi, un fumetto del genere, fosse realmente il massimo della perversione possibile. Sequestri querele e noie legali finiscono per costringere il personaggio ad alcuni cambiamenti. La nostra rossa finirà così per agire clandestinamente per la legge, sotto la protezione di una strana congrega, la “Patente Speciale“. Ciò non toglie che Satanik continui a fare ciò che ha sempre fatto: delitti, seduzioni e affini. Ciò che cambia è solo il fine, la motivazione. Questo cambiamento porta anche ad un attenuarsi dei riferimenti all’occultismo, alle atmosfere ossianiche e demoniache di cui i primi numeri erano pieni. Finita la sequenza di episodi al servizio della “Patente Speciale” la nostra tornerà alla macchia, ma con molto meno vigore e cattiveria di prima, come se fosse ormai sazia di sangue, questo fino al suo duecentesimo numero.

A questo punto Satanik viene apparentemente annientata da una banda chiamata Le Comparse. Ma nel numero successivo avviene la resurrezione attraverso un episodio stupendo sospeso tra l’onirico e il demoniaco disegnato magistralmente da Romanini. Il ritorno a queste tematiche è purtroppo solo momentaneo. Satanik si fidanza con Kriss Hunter, un investigatore privato di colore, con cui dividerà le sue ultime avventure. Al suo fianco naufragherà nell’ultimo numero della serie (il n. 231 del novembre ’74) in un nebuloso finale che lascia aperta ogni interpretazione. Morta o viva? Fino ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta.

Il percorso di Satanik è durato così dieci anni esatti, e ormai ci stiamo avvicinando al 35° anniversario (nel 1999, nda), e questi 25 anni di silenzio sono stati interrotti solo nel dicembre 1989 dalla ristampa del 25° anniversario

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