CAPITAN AMERICA 66: I THUNDERBOLTS

RIPROPOSTA


Capitan America e Thor#066

Maggio 2000

Rilegatura: Spillato / Colore

Marvel Italia / Panini Comics

 

 

 

 

 

I THUNDERBOLTS:  Questioni di gravità

(Matters of gravity, da Thunderbolts 17, Agosto 1998)

Script: Kurt Busiek

Pencils: Mark Bagley

Inks: Scott Hanna

di Daniele Cerboneschi

LA STORIA

L’arrivo di un Graviton meno socievole del solito è il piatto forte del mese. Per contorno, tanto per gradire, gli spassosi Parafulmini e un scontro all’arma bianca tra il barone Zemo e un nuovo, misterioso Citizen V.

I TESTI

Una premessa: Busiek è attualmente uno dei più grandi scrittori in circolazione  e  i  ThunderBolts sono in assoluto la serie più godibile, fresca e frizzante che la Marvel abbia sfornato da qualche tempo a questa parte. Nonostante ciò, può sempre capitare di imbattersi in qualche numero più fiacco, e ThunderBolts 17 ha tutta l’aria di rientrare in questo caso. La storia è volutamente  leggera (non è certo casuale la presenza dei demenziali Parafulmini), lo scontro tra un quasi onnipotente Graviton e i protagonisti si risolve  troppo facilmente, in maniera poco credibile. E’ chiaramente un numero di passaggio, per riprendere fiato ed iniziare ad intessere nuove trame.  Più interessanti sono certamente gli eventi che si sviluppano paralleli alla trama principale: l’emozionante duello tra il nuovo Citizen V   e il barone Zemo e il ritorno di Golia  che, responsabilizzato dalla morte del fratello, decide di tornare al fianco dei compagni.

I DISEGNI

Lo stile di Bagley è ulteriormente migliorato. Le sue figure agili e dinoccolate (di chiara ispirazione diktiana)  sono rimaste, ma adesso si stagliano su  sfondi  maggiormente curati, con una attenzione al dettaglio che prima non riconoscevo al pur bravo artista.

Leggermente deludenti sono invece i colori di Rosas. Anni fa, quando ancora non si ricorreva massicciamente alla colorazione computerizzata, i suoi colori avevano un impatto incredibile: ricordo ancora le tavole di DarkHawk, serie mediocre che però poteva fregiarsi dell’allora innovativa colorazione di Rosas, che ne aumentava considerevolmente il livello complessivo. Ma oramai, abituati a soluzioni cromatiche estreme e spettacolari  (basti pensare alla LIQUID ! ), ci vuole ben altro per sbalordirci.

CONCLUSIONI

La storia presa in esame non è la migliore delle diciassette fin qui viste, ma è  sempre di livello più che sufficiente e non altera minimamente il mio giudizio su tale serial, che rimane entusiastico. Per farvi capire concretamente l’entità dell’operato di quest’ottimo scrittore, vi faccio, in un paese di calciofili, un paragone di tipo calcistico:  Busiek  e’ riuscito a  vincere uno “scudetto”  con una squadra di brocchi.

Sarebbe stato facile per lui inventare ex novo personaggi alla moda, invece ha scelto la strada più difficile ma senz’altro la più gratificante. Ha infatti, da patito della continuity quale è,  attinto a piene mani dal ricchissimo universo Marvel, ripescando personaggi scialbi e misconosciuti con l’intento di rielaborarli e conferirli una nuova credibilità. Questa operazione di rinnovamento, pur rischiosa, ha innegabili vantaggi se gestita da mani esperte: un non protagonista di secondo o terzo piano come lo Scarabeo, può essere manipolato a piacimento. Si possono riscrivere le origini senza far insorgere vecchi fan che ne palesino l’ incongruenza, e se ne possono alterare i caratteri salienti senza cozzare  con le precedenti caratterizzazioni, nell’intento di conferire un maggiore spessore psicologico, che lo elevi dall’anonimato.  In più il fatto che il personaggio comunque già esista nell’immaginario collettivo, conferisce a tutta l’operazione una patina di credibilità, realismo e organicità.

Soltanto un altro  autore era riuscito in una tale impresa: Peter David, che nel suo X-Factor fece la medesima cosa, solamente in versione mutante, e conseguì  i  medesimi ottimi risultati.

GIUDIZIO  5 


EXTRA   LA STORIA DEI THUNDERBOLTS IN ITALIA

Come sempre accade ai prodotti innovativi e validi,  la storia editoriale dei ThunderBolts è stata molto tormentata nella nostra penisola. E’ diventato un classico prodotto di nicchia, amato alla follia da pochissimi, visto con scetticismo dai più, poco attratti forse dal leggere avventure di personaggi così sconosciuti.

Partito come comprimario dell’Uomo Ragno, dopo un insurrezione dei puristi che esigevano un quindicinale al 100 % ragnesco, il serial fu spostato sul fallimentare Uomo Ragno Magazine e poi sull’ancora più fallimentare Gli Albi dei SuperEroi.

Qui di seguito vi riporto, numero per numero, tutti gli albi che hanno ospitato questa grandissima serie, con il consiglio spassionato di procuraveli tutti.

Leggerete così un fumetto divertente, nel vero e più pieno senso della parola.

I THUNDERBOLTS IN ITALIA

UOMO RAGNO 227 , 229 , 231 , 236 , 237

UOMO RAGNO MAGAZINE  36 , 37 , 38 , 39 , 40 , 41 , 42

GLI ALBI DEI SUPEREROI  1 , 2 , 4

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