IL RITORNO DI SAVAGE DRAGON IN ITALIA (nov. 2001)

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Continuiamo con le ultime recensioni (circa 20) tratte dal primo sito di Glamazonia (OLD GLAMA), che era in formato html.
Correva l’anno 2001, e dopo CONCRETE possiamo rileggere una bella recensione di un altrettanto bel fumetto targati U.S.A., il cui autore era Erik Larsen.
Se la lettura sarà di vostro gradimento, condividete quest’articolo. Grazie
Mario Benenati


SAVAGE DRAGON # 1

#23-25 della serie originale

Autore: ERIK LARSEN
Primo edizione : LEXY PRODUZIONI
NOVEMBRE 2001
SPILLATO a colori, 100 pagine, cm 17×26

Costo: Lire 9.900 ( 5,11 euro)

Recensione di Fabio Ciaramaglia

A distanza di sette anni circa dall’ultima apparizione in Italia (fabio si riferisce al 1995, nda), viene nuovamente proposta la serie targata Image, Savage Dragon di Erik Larsen.
Le vicende editoriali italiane sono note: settembre 1995, dopo l’acquisizione dei diritti di Spawn da parte della Marvel Italia e la conseguente chiusura di Spawn & Savage Dragon della Star Comics, il personaggio di Larsen non ha trovato nessun tipo di collocazione nelle edicole nostrane. Questo è stato davvero un peccato perché il personaggio e la serie continuano ad avere negli USA un discreto successo, tant’è che si appresta a tagliare il traguardo del numero 100. Personaggio creato dalla fantasia di ragazzino di Larsen, ispirato soprattutto dalle storie di Kirby, è una delle pietre angolari alla base del colosso Image nato nel 1992 dalla nota “fuga dei disegnatori” (McFarlane, Larsen, Valentino, Liefeld, Jim Lee, Silvestri). Se alcuni, oggettivamente, si sono un po’ persi per strada (Liefeld) ed altri hanno dovuto affidare gli scripts ad altri scrittori più capaci (Lee, Silvestri), per Larsen e McFarlane il discorso è diverso: infatti i due sono coloro che maggiormente si sono mostrati a loro agio anche nella fase di sceneggiatura. Le storie di Savage Dragon hanno sempre un qualcosa di ‘metafumettistico’: è un fumetto in cui si discute, si parodia, si analizza il modo di produrre fumetto. Nella storia recensita, per esempio, Larsen prende in giro il cartoonist John Byrne con il personaggio di John Redbeard, capo dei Nixed Men (parodia a loro volta dei Next Men di Byrne stesso): un creatore di migliaia di personaggi, la cui maggioranza sono ‘freak’ e che vuole impadronirsi del mondo (anche del mondo del fumetto, in maniera ellittica). Oppure, con una sorta di autocitazione del periodo in cui Larsen disegnava The Amazing Spider-Man, c’è il supereroe Star la cui identità segreta è quella di Peter Klaptin: il suo ingresso dal lucernario della casa di un vero e proprio ‘clone’ di Mary Jane Watson Parker non fa che sottolineare ulteriormente cosa si vuole citare e parodiare. Non sono soltanto questi giochi di prestigio il motivo per (ri)-leggere Savage Dragon: si pensi alle frasi allucinate di Mako, uno squalo umanoide (“Non ero un granché da normale ed essere azzannato da uno squalo durante un’esplosione atomica non mi ha aiutato affatto”), al gruppo di villain capitanato da Fogna e chiamato “Le Funzioni Corporali”, oppure alle battute a doppio senso di Rapture, la compagna di Dragon. Insomma, è un fumetto divertente e scanzonato. Eppure non è solo questo: nella storia del volume che consideriamo, infatti, il protagonista ha appena subìto una sconfitta dal Demonio, un’entità impadronitasi della madre della ex-ragazza morta proprio sotto gli occhi di Dragon stesso (e chi ha letto le storie targate Star Comics sa quali importanti risvolti psicologici aveva causato questo episodio). Supereroi con superproblemi, si diceva una volta, e il cliché è rispettato anche qui. In una storia di qualche anno fa di The Incredibile Hulk, Peter David così parodiava il personaggio di Larsen (con il quale era stato coinvolto in varie diatribe): Hulk, dovendosi travestire per non essere riconosciuto, in un disegno che lo rendeva praticamente identico a Dragon, affermava: “Ma tutti capirebbero che è Hulk con una pinna in testa!”. Effettivamente se Dragon ricorda sotto molti aspetti Hulk (il colore della pelle e i poteri di rigenerazione, su tutti), il tono delle storie ricorda a sua volta quello del fortunato (e compianto, per lo meno dal sottoscritto) periodo in cui David scriveva le storie del “Golia Verde”. Ironia e crisi, citazione e parodia, sono i punti forti di questo fumetto.
Per ciò che riguarda l’edizione italiana pubblicata dalla Lexy Produzioni, bisogna dire che il volume è ben curato e, soprattutto, c’è un corposo apparato introduttivo e di note che cercano di rinverdire (scusate il bisticcio di parole) la memoria dei fan di Savage Dragon e di invitare alla lettura nuovi potenziali fan. La qualità della carta è buona e il prezzo è contenuto. Un fumetto da comprare.

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