L’UOMO RAGNO TRA CINEMA E FUMETTO

Ancora cinema con un’analisi approfondita dell’Uomo Ragno e sulle prime trasposizioni cinematografiche, del 2002-2005 e 2007, ad opera di Gordiano Lupi (Piombino, 1960). 
Lupi è il Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ed ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007) e Adiós Fidel (A.Car., 2008). I suoi lavori più recenti di argomento cubano sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali – storie di vudu, san – teria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008).
Traduce i post e cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchezhttp://desdecuba.com/genera – ciony_it/. Extra Cuba ha pubblicato (tra gli altri): Serial killer italiani (Olimpia, 2005), Coppie diaboliche (Olimpia, 2007) e molti saggi sul cinema italiano degli anni Settanta – Ottanta (Le dive nude, Sexy made in Italy…).
Pagine web: www.infol.it/lupi.

Mario B.

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L’Uomo Ragno tra cinema e fumetto
di Gordiano Lupi

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Tornato prepotentemente alla ribalta e all’attenzione dei media grazie al bel film di Sam Raimi L’Uomo Ragno (The Amazing Spider-Man nella versione originale) merita un po’ di riflessione perché la sua saga rappresenta qualcosa di più di un semplice fumetto di intrattenimento. Tra l’altro le avventure cinematografiche di Spider-Man hanno appassionato il pubblico al punto che la pellicola del 2002 ha prodotto due sequel (2004 e 2007) sempre firmati da Raimi.
La storia del tessiragnatele è la storia di una generazione di giovani americani nati nel clima di ingiustificato ottimismo tipico degli anni Sessanta. È anche la storia dei quarantenni di oggi che scoprirono L’Uomo Ragno negli anni Settanta grazie alla Editoriale Corno di Max Bunker. Ed è una storia complessa.
Ecco perché è importante far notare le semplificazioni che Sam Raimi ha dovuto apportare a una serie di pellicole di per sé avvincenti e ben realizzate tecnicamente e come storie di azione. Tra l’altro queste semplificazioni hanno avuto l’assenso di Stan Lee, padre dell’Uomo Ragno e consulente cinematografico d’eccezione.
L’Uomo Ragno nasce nel 1962 dalla fervida fantasia di Stan Lee e viene realizzato dal tratto grafico (un po’ schematico e legnoso per i gusti moderni ma all’epoca efficace) di Steve Ditko ed è uno dei primi personaggi della neonata Marvel Comics. L’Uomo Ragno inaugura una serie di super eroi con super problemi in un periodo di incontrastato dominio della DC Comics editrice di super eroi invincibili come Superman e Batman. Alle matite dell’Uomo Ragno si sono avvicendati ottimi disegnatori: il grande John Romita (dal tratto un po’ troppo classico ma forse il migliore in assoluto) e suo figlio John Romita Junior, Todd Mc Farlane (dal tratto caricaturale e marcato sul modello dei manga e per questo apprezzato dai lettori più giovani), Gil Kane, John Byrne (che ha curato con ottimi risultati il restyling delle prime storie nel 1998: si veda al proposito l’ottimo Oscar Mondatori che le raccoglie), Sal Buscema, Jim Mooney, Marie Severin e Ross Andru. Ai testi ricordiamo, oltre al creatore Stan Lee che non ha mai cessato di supervisionare le storie: Gerry Conway (molto bravo soprattutto per costruire la soap opera della vita privata e affettiva), Archie Goodwin, Bill Manto, Roger Stern, Peter David (discusso per l’attenzione al mondo della droga e per la sterzata noir data alle storie) e J. Marc De Matteis (uno scrittore vero, uno che ha fatto diventare la serie di Spider-Man psicanalitica e introspettiva).
Veniamo alla storia di Spider-Man come ce la raccontano più di trecento albi a fumetti suddivisi nelle serie The Amazing Spider-Man e The Spectacular Spider-Man, con la seconda che si caratterizza per una connotazione più matura mentre la prima è avventurosa e meno problematica. In Italia L’Uomo Ragno è stato presentato in tempi diversi da Editoriale Corno, Star Comics e Marvel Italia.

Il segreto del successo dell’Uomo Ragno sta nella sua struttura tipo soap opera, dove la parte relativa all’azione è importante ma non soffoca il lato umano e sentimentale della vita dell’eroe (come accade in Superman). Stan Lee ha detto: “Spider-Man psicologicamente possiede gli stessi problemi dei suoi lettori”. Infatti l’Uomo Ragno è isterico, nevrotico, timido con le donne, sfortunato, sempre in preda a problemi economici. Ecco il motivo della grande popolarità che è stato capace di conquistarsi sin dalle sue prime apparizioni.
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Peter Parker è figlio di Richard Parker e Mary Fitzpatrick, due agenti della CIA che vengono uccisi durante una missione rischiosa ai tempi della guerra fredda. Il loro giustiziere è un falso Teschio Rosso che fa ritrovare sul corpo dei due coniugi false credenziali che li identificano come due spie sovietiche (Teschio Rosso è un agente segreto russo che diventerà nemico dell’Uomo Ragno e soprattutto di Capitan America). Alla morte dei genitori, Peter viene adottato da Ben Parker (fratello di Richard) e May Reilly che non hanno figli e quindi riversano sul piccolo Peter tutte le loro attenzioni. Ecco un primo appunto da fare al film di Raimi. Nella pellicola non si citano neppure i genitori di Peter e viene dato per scontato che il pubblico sappia qual è stata la loro fine. L’episodio della morte dei coniugi Parker invece è molto importante per inquadrare la situazione dell’epoca. Lo schematismo tipico della guerra fredda, che voleva un mondo diviso in buoni e cattivi, tornerà come leitmotiv in quasi tutti i fumetti e le pellicole cinematografiche degli anni Sessanta -Settanta. Ovviamente i buoni sono gli americani e soprattutto la CIA che difende il mondo dal pericolo comunista incarnato dagli ottusi sovietici. Tra l’altro i genitori di Peter muoiono e vengono considerati dei traditori (nel periodo maccartista bastava poco per essere considerati spie comuniste) e in seguito sarà proprio l’Uomo Ragno a riabilitarli.
Peter Parker vive con gli zii e cresce amando più i libri e i laboratori di scienza che lo sport e l’attività fisica, diventa uno studente modello apprezzato dai professori ma deriso dai compagni che lo giudicano un secchione e lo evitano come un appestato. Il giorno più importante della sua vita però è dietro l’angolo. A una dimostrazione scientifica un ragno radioattivo lo morde e gli trasferisce poteri sovrumani. Peter si accorge subito di avere acquisito una forza proporzionale a quella di un ragno, di poter scalare pareti aderendo alle superfici, di avere un sesto senso che lo avverte dei pericoli. Qui incontriamo altre divergenze con il film. La prima è dovuta al cambiamento dei tempi e si sa che ogni epoca ha le sue paure. Il ragno che morde Peter nel 2002 non è più radioattivo ma geneticamente modificato. Adesso le radiazioni non hanno più segreti e quindi Sam Raimi ha pensato bene di apportare una variante alla sceneggiatura. Il secondo cambiamento riguarda le ragnatele che nel film fanno parte del potere soprannaturale che il ragno trasmette a Peter e vengono generate come un fluido dal suo corpo. Nel fumetto invece la ragnatela è soltanto un’invenzione realizzata dal brillante studente di scienze Peter Parker che introduce nel costume da Uomo Ragno un ingegnoso meccanismo di collegamento tra le cartucce di fluido e i polsi.
Peter utilizza subito il nuovo potere per fare soldi e aiutare gli zii che economicamente non navigano in buone acque. Prima di tutto sconfigge un lottatore e guadagna cento dollari, poi viene scritturato da un canale televisivo e diventa la star di uno spettacolo popolare. È proprio negli studi della televisione che non ferma un ladro in fuga perché non vuole immischiarsi in fatti che non lo riguardano. Purtroppo è lo stesso ladro che pochi giorni dopo uccide lo zio Ben. Questo avvenimento segna tutta la vita futura di Peter che comprende come da grandi poteri derivino grandi responsabilità. La sera stessa cattura l’assassino dello zio, lo consegna alla polizia e decide di consacrare la sua vita alla lotta contro il crimine.
In questa fase ci sono molte incongruenze che il fan dei fumetti non può non rimproverare alla pellicola di Sam Raimi. In primo luogo il film fa dire allo zio Ben la storica frase che da grandi poteri derivano grandi responsabilità (e questa proprio non ci sta, quali grandi poteri aveva il pavido Parker?), confonde il primo combattimento con il lottatore e il periodo degli show televisivi, inserisce un premio di tremila dollari non consegnato che farebbe scattare in Peter la molla del rifiuto di catturare il ladro, fa depositare in banca dei soldi a nome Uomo Ragno (mentre nel fumetto l’impiegato si rifiuta categoricamente), dulcis in fundo fa morire l’assassino dello zio Ben per mano di Spider-Man. Onestamente ci pare che ce ne siano abbastanza per restare davvero sconcertati. Quello che il film conserva invece è il frustrante senso di colpa per la morte dello zio Ben che accompagna Peter per tutta la sua vita.
A questo punto nella saga dell’Uomo Ragno entrano in scena comprimari importanti. Fino a oggi abbiamo incontrato: Flash Thompson (il fusto della scuola che ama l’Uomo Ragno e odia Peter Parker) e Liz Allen (altra compagna di scuola inizialmente molto ostile a Peter). Adesso conosciamo anche J. Jonah Jameson (che nel film è reso davvero bene nel suo carattere irascibile e collerico da un ottimo J.K. Simmons), direttore del Daily Bugle che odia l’Uomo Ragno e scrive articoli di fuoco contro di lui. Peter Parker si guadagna da vivere come fotografo ufficiale dell’Uomo Ragno e diventa il più ricercato free lance del Daily Bugle. Nella redazione del giornale di Jameson conosce anche l’ottimo capo cronaca Robbie Robertson, riflessivo e pacato e soprattutto ben disposto verso l’Uomo Ragno. Soprattutto però incontra Betty Brant, segretaria del Bugle e sua prima fiamma. Il film riduce la presenza di Robbie Robertson e di Betty Brant a un paio di scene irrilevanti e non si fa parola della storia d’amore con Parker che nel fumetto va avanti almeno per una cinquantina di episodi.
Il lavoro da fotografo permette a Peter di affrontare le costose spese mediche per la zia May malata di cuore e anche di pagarsi gli studi. Intanto fanno il loro ingresso nella saga dell’Uomo Ragno i primi supercriminali: il Camaleonte, l’Avvoltoio, il Dottor Octopus, l’Uomo Sabbia, Lizard, Electro, i Duri, Mysterio, Kraven, Molten, lo Scorpione e i terribili congegni creati da Jameson. Soprattutto Kingpin (il re del crimine) e Goblin avranno un’importanza determinante nelle storie future. Nel film incontriamo soltanto Goblin e questo è abbastanza ovvio perché nello spazio di due ore sarebbe stato impossibile inserire più di un nemico importante. Goblin è Norman Osborn, padre di Harry, il miglior amico di Peter. Norman assume una formula chimica di sua invenzione che lo fa impazzire sino a sdoppiarne la personalità in quella del maligno folletto verde di nome Goblin. Nel fumetto Norman è ricco ma è un imprenditore televisivo, nel film invece è un manager d’azienda che viene scaricato dal consiglio di amministrazione. Altra differenza fondamentale è che nel fumetto la pazzia di Norman si alterna a momenti di perdita della memoria e di totale normalità e soltanto in certi periodi avviene la trasformazione in Goblin. Nel film invece Norman Osborn non abbandona mai la doppia personalità e ne è consapevole. È Goblin a scoprire l’identità segreta dell’Uomo Ragno e questo tanto nel fumetto quanto nella pellicola.
Quello che il film trascura quasi completamente è la parte migliore del fumetto, quella che ha reso l’Uomo Ragno un personaggio immortale e di successo: la sua vita privata. Prima di tutto non si fa parola dell’amore tormentato con Betty Brant che si stizzisce con Peter per le sue continue sparizioni mentre il nostro eroe ha paura di rivelarle la sua identità segreta. Nelle storie che raccontano il rapporto difficile tra Peter e Betty ci si mette anche Liz Allen a far da terzo incomodo. Liz cambia atteggiamento nei confronti di Peter e gli fa una corte serrata, anche se è la ragazza di Flash Thompson (e questo comporterà baruffe e liti tra i due che si odiano con tutto il cuore). Betty Brant finisce per sposare Ned Leeds, un cronista del Bugle e l’amore tra lei e Peter si consuma soprattutto per colpa dell’invadente presenza dell’Uomo Ragno. Un altro punto debole del film è l’assenza del secondo grande amore di Peter Parker: Gwendolyne Stacy, la bionda figlia del capitano George Stacy che Peter conosce all’Empire State University di Manhattan. Gwen (così Peter e gli amici la chiamano) è una appariscente ex reginetta di bellezza del liceo Standard, disegnata molto bene dal tratto morbido di John Romita senior. Tra i due nasce un amore contrastato, turbato dai problemi di salute della zia May e dalla entrata in scena di Mary Jane Watson, una rossa mozzafiato che non lascia indifferente Peter. Mary Jane diventa in seguito la donna di Harry Osborn ed è la prima a scoprire che Peter Parker e l’Uomo Ragno sono la stessa persona. Nel film invece vediamo fin dall’inizio Mary Jane Watson ed è l’unica presenza femminile contesa tra un intraprendente Harry Osborn e un imbranato Peter Parker. Non si citano altre donne. Certo, il tempo della pellicola era quello che era e non si poteva fare di un film di azione una soap opera, però Gwen era troppo importante per dimenticarla così. Come non si fa parola del capitano George Stacy, che dopo aver indagato a lungo scopre il segreto di Peter e lo rivela soltanto a lui in punto di morte. “So che sei l’Uomo Ragno, ragazzo. 06_UR_cdeath
Ti affido Gwen” dice esalando l’ultimo respiro. Stacy muore per salvare un bambino dalla caduta di un cornicione durante uno scontro tra il Dottor Octopus e l’Uomo Ragno. Da questo momento c’è anche la morte di Stacy a pesare sulle spalle di Peter come una colpa ed è un motivo in più che lo convince a non dire a Gwen che lui è l’Uomo Ragno. Non capirebbe mai, anche perché con Peter accusa palesemente Spider-Man di essere la causa della morte del padre. Qualche albo dopo su The Amazing Spider-Man assistiamo a un altro colpo di scena che a suo tempo mandò i fan dell’Uomo Ragno su tutte le furie. La bionda Gwen, che aveva fatto innamorare tutti i lettori, viene uccisa da Goblin che la fa precipitare dall’alto del ponte di Brooklin. L’Uomo Ragno l’afferra al volo con la ragnatela ma non può evitare che il contraccolpo le faccia spezzare l’osso del collo. Nello stesso episodio trova la morte anche Goblin, ucciso dal suo stesso aliante. Questo particolare ritorna nel film. Sam Raimi, su consiglio di Stan Lee, ha utilizzato la sceneggiatura del fumetto per la morte di Goblin inserendo al posto di Gwen la rossa Mary Jane, che però viene salvata dall’intervento dell’Uomo Ragno in una spettacolare scena finale.
Il film termina con le parole di minaccia di Harry Osborn nei confronti dell’Uomo Ragno. È stato lui a uccidere suo padre Norman e deve pagare per questo. Harry nelle storie a fumetti successive diventa Goblin 2 soprattutto perché cade nella trappola della droga. È però un nemico di poco spessore e viene presto sconfitto e sostituito da Goblin 3 (addirittura lo psichiatra di Harry) e poi da altri Goblin di minore importanza fino ad arrivare al terribile Hobgoblin dei tempi moderni. Negli ultimi albi a fumetti c’è stato addirittura il ritorno a sorpresa di Norman Osborn che non era mai morto (il filtro assunto lo rendeva immortale) ma si era soltanto ritirato in Europa per programmare la fine dell’Uomo Ragno.
Nel periodo del suo amore contrastato con la bella Gwen il nostro Peter Parker deve darsi da fare per difendere la sua identità segreta da Frederick Foswell (un giornalista del Bugle che in realtà era il criminale il Grande Uomo) e da Goblin (che abbiamo visto finisce per scoprirla). Per altri versi ci sono anche dei buoni che investigano sulla sua identità segreta: il capitano Stacy e anche Robbie Robertson. Poi entrano in scena nuovi criminali come Rhino, Schocker e il mafioso signore del crimine Kingpin (Wilson Fisk) che sarà uno dei villains più gettonati in una lunga serie di avventure.

Come abbiamo già accennato gli albi dell’Uomo Ragno sono sempre stati specchio fedele della situazione sociale americana e questa è un’altra cosa che li ha fatti amare da intere generazioni di ragazzi. Nei fumetti di fine anni Sessanta infatti si parla del Vietnam (Flash Thompson parte volontario), della droga (Harry Osborn impazzisce per la tossicodipendenza da LSD), della rivolta studentesca (la saga di Prowler), della questione razziale (la saga della tavoletta egiziana), dell’inquinamento… Tra l’altro gli albi che trattavano il problema della droga ebbero dei seri problemi con la censura. Dopo la morte di Goblin e di Gwen entrano in scena figure come il Punitore e l’Uomo Lupo incarnato da John Jameson (il figlio di J.J.Jameson) ma anche Molten (l’uomo di metallo fuso) che si scopre essere fratello di Liz Allen, scomparsa di scena da tempo proprio per occuparsi di lui. Liz in seguito finisce per sposare Harry Osborn che ha consumato il suo rapporto con Mary Jane e adesso è guarito dalla sua follia dopo cure psichiatriche. Altri criminali tormentano la vita dell’Uomo Ragno: lo Sciacallo, Tarantula, Lightmaster, Belladonna, ma in questo periodo è soprattutto la vita privata del nostro eroe la parte migliore del fumetto. Peter consegue la laurea in scienze e resta nell’ambiente universitario come assistente per prendere il dottorato di ricerca. Entra in scena la Gatta, una ex criminale che si innamora dell’Uomo Ragno e cambia vita. I due fanno coppia fissa per un po’ di tempo, sia nella vita privata che nella lotta al crimine contro Kingpin, il Gufo, il Dottor Octopus e Hobgoblin. Questo è anche il periodo del costume nero (retaggio delle guerre segrete) che in seguito diventa un’entità aliena nemica dell’Uomo Ragno.
Fedeli alla regola che nelle pagine dell’Uomo Ragno devono apparire i problemi sociali che caratterizzano il periodo storico, intorno alla metà degli anni Ottanta gli sceneggiatori inseriscono episodi che parlano di droga e di emarginazione. Il merito è soprattutto del tanto discusso Peter David e anche di J.Marc De Matteis, due autori dalla penna sopraffina. Peter Parker si trova a dover lottare con situazioni difficili, in ambienti degradati con storie di atmosfera noir. L’Uomo Ragno non è più alle prese con super criminali ma con ragazzini che vogliono mettere in scena il delitto perfetto e che uccidono senza motivo. Tutto molto realistico, non c’è che dire. Il fumetto ha spesso problemi con la censura perché le sue storie non sembrano adatte per i ragazzini.

È storia recente il matrimonio con Mary Jane Watson. I due si ritrovano dopo tanto tempo. Mary Jane racconta la sua vita e confessa che ha sempre mascherato con il sorriso tanti problemi familiari. Poi dice a Peter che ha sempre saputo che lui e l’Uomo Ragno sono la stessa persona. Il matrimonio fa bene a entrambi e Peter ritrova se stesso e non è più depresso e insicuro. Dopo il matrimonio c’è l’episodio della lotta all’ultimo sangue tra Kraven e l’Uomo Ragno, una vera pietra miliare del fumetto pubblicata alcuni anni fa in uno special storico dalla Star Comics. Kraven compie un atto di accusa contro la società moderna marcia e corrotta e si suicida dopo aver seppellito vivo l’Uomo Ragno che comunque riesce a salvarsi. Poi è storia di oggi con nemici come Venom, Carnage, Vermin, il ritorno del primo Goblin e la saga del clone del Ragno. Peter viene assunto come ricercatore alla Tri Corp Reserch Foundation e Mary Jane viene scritturata come top model. Economicamente la coppia non se la passa male e insieme alla zia May affittano un attico sulla Quinta Avenue di Manhattan. Il rapporto tra i due però va sempre peggiorando e il dialogo diventa difficile. In uno degli ultimi albi abbiamo assistito a un’ulteriore tragedia nella vita di Peter con la presunta morte di Mary Jane precipitata a bordo di un aereo che esplode in volo. L’apparente morte di Mary Jane provoca una serie di sciagure materiali e psicologiche sul nostro eroe che vive nella convinzione che la moglie non sia morta. Peter viene licenziato dall’azienda dove lavora, l’agente di Mary Jane lo deruba di tutti i suoi averi e scompare nel nulla. Peter finisce sul lastrico e deve traslocare in una modesta pensione, neppure Jameson gli dà più lavoro come fotografo perché il giornale ha cambiato politica e non si occupa più dell’Uomo Ragno. Peter è addirittura costretto a vivere sotto i ponti come un barbone. Entra in scena un vecchio amico, Randy Robertson, che gli offre di dividere con lui il suo appartamento e lo aiuta a riprendere una vita da single. Per fortuna Peter viene richiamato a lavorare anche dal Daily Bugle. A questo punto torna in scena anche Mary Jane che in realtà era stata soltanto rapita da un folle che si era innamorato di lei. I due coniugi però decidono di prendersi una pausa di riflessione, perché la coppia continua a non funzionare. Mary Jane si trasferisce in California e Peter va a Dawtown e viene assunto come professore di scienze nel suo vecchio liceo del Queens. Qui incontra Ezekiel Sims e tra i due si genera una bella simbiosi di interessi e di situazioni in comune. Questa è storia di oggi, la soap opera dell’Uomo Ragno è tutt’altro che lontana dal dirsi esaurita. Quindi non resta che continuare a seguirla. A noi interessa soltanto porre l’accento su quanto le storie dell’Uomo Ragno siano legate alla vita reale. In poche pagine di fumetto si affrontano problemi sociali e umani di vasta portata come i matrimoni che non funzionano, il divorzio, le perdite affettive. Ci pare proprio che Spider-Man sia qualcosa di più di un semplice fumetto di intrattenimento.
A dimostrazione di quanto detto basta procurarsi una recente avventura dell’Uomo Ragno, quella ambientata l’11 settembre 2001. Un albo speciale con copertina nera quasi a dimostrare l’immenso lutto di una nazione. Abbiamo detto che gli sceneggiatori di Spider-Man si sono sempre occupati dell’attualità americana. Non potevano ignorare l’evento delle Twin Towers. L’Uomo Ragno è in prima linea per aiutare polizia e vigili del fuoco ed è frustrato dal fatto di non aver potuto evitare il disastro. Però fa anche autocritica e dimostra quanto siano lontani gli anni Sessanta così manichei che dividevano in un taglio netto i buoni dai cattivi. Tragedie come questa – dirà –  sono frutto delle ingiustizie subite da altri popoli, abbandonati nelle mani di governi terroristi. L’Uomo Ragno testimonia tutta la voglia dell’America di rialzare la testa e continuare a lottare, pur dopo una ferita così grande.
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Concludiamo parlando del primo film di Sam Raimi. L’Uomo Ragnoera una pellicola più che attesa: era stata annunciata fino dalla metà degli anni Ottanta e doveva essere girato dal mediocre Joseph Zito. Per fortuna così non è stato, altrimenti avremmo assistito a una riedizione di quei tre pessimi lavori degli anni Settanta che vedevano un inespressivo Nicholas Hammond vestire il costume dell’Uomo Ragno (tra l’altro mal realizzato). I film vennero girati in economia per la televisione americana, mentre in Italia furono inseriti nel circuito cinematografico. Si tratta di pellicole da dimenticare, davvero di infima qualità sotto tutti gli aspetti. I personaggi sono piatti e privi di spessore, la storia è quasi completamente travisata, gli attori recitano in modo scolastico, gli effetti speciali sono ridicoli. Insomma nei tre film non c’è proprio niente da salvare. Negli anni Novanta venne contattato James Cameron (autore di Aliens, Terminator e soprattutto Titanic) che scrisse il copione e cominciò a lavorare al film. I continui ritardi però lo indussero a lasciare il progetto anche se parte delle sue idee sono state conservate. Tra tutte si veda quella delle ragnatele prodotte dall’organismo di Peter Parker geneticamente modificato dal morso del ragno. Cameron voleva fare un film dove comparivano l’Uomo Sabbia e un nuovo personaggio di sua creazione, un misto tra Kingpin ed Electro di nome Carltor. Alla fine è stato chiamato a dirigere il film Sam Raimi, regista visionario da sempre appassionato di fiumetti e autore di film come La casa, Darkman e Pronti a morire. Raimi ha scritto il copione con la collaborazione di David Koepp e la supervisione di Stan Lee. La pellicola è stata distribuita nelle sale americane il 3 maggio 2002, mentre in Italia è partita il 7 giugno stabilendo subito record di incassi mai realizzati per un film in uscita d’estate. A interpretare la parte di Peter Parker è Tobey Maguire (a lungo si era parlato di Leonardo di Caprio), attore venticinquenne già protagonista de Le regole della casa del sidro, Willem Defoe è Goblin-Norman Osborn, Kirsten Dunst è la rossa Mary Jane Watson, James Franco è Harry Osborn, Rosemary Wells è May Parker, Cliff Robertson è Ben Parker, J.K. Simmons è J.J. Jameson. Insomma un cast di tutto rispetto per una pellicola attesa almeno vent’anni che non ha deluso le attese. L’unica cosa da non dimenticare è che il film è cosa totalmente diversa dal fumetto. È un problema di diversità di linguaggio che sussiste sempre quando si deve fare una trasposizione su pellicola di un opera letteraria o di un fumetto. Godiamoci quindi senza preconcetti gli effetti speciali, l’atmosfera fantastica e visionaria, la recitazione curata, la sceneggiatura sempre all’altezza e una trama ricca di colpi di scena. L’Uomo Ragno è stato davvero un bel film che resterà nella storia del cinema di genere.

Spider-Man 2 (2004) è anche migliore perché approfondisce il lato psicologico del rapporto tra Peter Parker e Mary Jane, mostra la parte umana di un ragazzo introverso che non ce la fa a confessare i suo sentimenti e inserisce nella trama due super criminali come Goblin e il Dottor Octopus. Il sequel è filologicamente più corretto del primo film, tradisce meno l’atmosfera del fumetto e accontenta chi ha ama da sempre il personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko. Sam Raimi e lo sceneggiatore Alvin Sargent inseriscono persino il dottor Curt Connors per promettere il possibile arrivo di Lizard nei capitoli successivi. Un ottimo film che sta a metà strada tra il cinema d’autore e l’opera popolare con interpreti importanti nei panni dei supercriminali, soprattutto Alfred Molina convincente Dottor Octopus.

Spider-Man 3 (2007) è, invece, un passo indietro che mostra ancora il tormento di Parker diviso tra i suoi doveri di super eroe e l’amore per Mary Jane. Goblin, l’Uomo Sabbia e Venom assicurano grande spettacolo a base di effetti speciali, ma la pellicola è inferiore alle attese. Quel che resta è videogame per ragazzini. Il film tradisce le psicologie dei personaggi Marvel, stravolgendone origini e modo di essere. Persino l’Uomo Ragno non è più lui…

Riferimenti bibliografici

Gaetano Strazzulla “I Fumetti” – Sansoni, 1970
Gaetano Strazzulla “Fumetti di ieri e di oggi” – Universale Cappelli, 1977
Pier Giuseppe Fenzi “Un Uomo Ragno sul grande schermo” Star Trek Italia Magazine – http://members.xoom.virgilio,it/_XOOM/gipalux/arretrati/stim-20/20/html/fantastique.htm
Sito internet http://members.virgilio.it/_XOOM/uomo_ra…spider-man per alcun notizie relative al film
Giuseppe Guidi “Storia e gloria dello stupefacente Uomo Ragno” – su http://www.bubblegoal.it/uomoragno/spideystory.asp
Il sito ufficiale dell’Uomo Ragno – http://www.paninicomics.it/uomoragno – per le notizie generali sull’Uomo Ragno, i suoi nemici, gli amici e le collane
Raccolta completa de L’Uomo Ragno – Editoriale Corno (anni Settanta – Ottanta numeri 1 – 150) e L’Uomo Ragno Gigante – Editoriale Corno (stesso periodo)
Raccolta completa Uomo Ragno Classic edizione Star Comics e altri volumi speciali editi dalla stessa casa editrice
L’Uomo Ragno di John Byrne – Oscar Mondatori, 2001

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