70 ANNI DI LANTERNA VERDE

SPECIALE: I 70 ANNI DI LANTERNA VERDE

di Marcello Vaccari

Nel luglio 1940 Lanterna Verde si presentava al mondo. 70 anni dopo, Glamazonia ne ripercorre la storia e, attraverso una serie di articoli, analizza alcuni aspetti interessanti, ma poco conosciuti, come i logo e il famoso giuramento delle Lanterne.
Inizia il viaggio!

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Introduzione

Nato in origine nel 1940 (All American Comics 16, Luglio 1940) per merito del disegnatore Martin Nodell (creatore del concetto stesso del personaggio) e dello sceneggiatore Bill Finger (che aveva già svolto lo stesso lavoro su Batman), questo personaggio ha sempre avuto un grande fascino sui lettori, in ragione di un semplice concetto: il suo potere deriva da un anello che si può definire la versione moderna della lampada di Aladino, che può esaudire ogni desiderio. Per dare risalto a questo fatto, i due creatori avevano immaginato di dargli il nome di Alan Ladd, che venne scartato dall’editor perché ritenuto ridicolo (peccato che pochi anni dopo un omonimo attore divenne famosissimo!). Venne così scelto Alan Scott.
I poteri dell’anello in origine sono mistici. Viene ricavato dal metallo di una meteora che sprigiona una mistica “fiamma verde”, dal quale, dopo varie peripezie, viene costruita una lampada. Successivamente, una volta arrivata nelle mani di Alan Scott, a questi viene insegnato dalla mistica fiamma come ricavare l’anello, che gli dona enormi poteri e lo trasforma in un supereroe. L’anello è in grado di fare quasi tutto quello che gli ordina Alan, compreso volare e generare campi di forza, ma ha una debolezza: è impotente contro qualsiasi oggetto di legno. Le storie di Green Lantern variavano dalle avventurose lotte contro il crimine a toni di commedia leggera, soprattutto dopo l’introduzione della “spalla” Doiby Dickles. Alan Scott è anche uno dei membri fondatori, della Justice Society of America, ed ha fatto parte di tutte le sue incarnazioni.
Questa versione degli anni d’oro venne anche realizzata tra gli altri da: Alfred Bester, John Broome e Bob Kanigher per i testi, e da Carmine Infantino, Joe Kubert ed Alex Toth per i disegni.

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Come la maggior parte dei suoi colleghi, questo Green Lantern scomparve dalle pagine dei comics nel 1951, ed una nuova e più moderna versione venne creata nel 1959, sul numero 22 del mensile antologico Showcase(Settembre 1959), a seguito della revisione voluta dall’editor Julius Schwartz.
Alan Scott però non viene completamente dimenticato, e viene riportato alla ribalta nel post-crisis, restando tuttora un personaggio ricorrente dell’universo DC.

La seconda versione di Lanterna verde si chiama Hal Jordan ed è dovuta alla mente di John Broome ed alle plastiche matite di Gil Kane. Prima di guadagnarsi una testata tutta sua, Hal fa la sua apparizione come membro fondatore della Justice League, e quindi nel luglio 1960 esce finalmente il numero 1 di Green Lantern. Le belle storie di Broome, tutte improntate ad una valida fantascienza, ci svelano pian piano un grande affresco galattico, popolato da un corpo di Lanterne Verdi in stile militare. Questo approccio viene mutuato dal ciclo della pattuglia galattica dei “Lensmen” ideata da Doc Smith, famoso scrittore di fantascienza degli anni 30-40. A dare manforte a Broome troviamo, di tanto in tanto, un altro grande scrittore dell’epoca: Gardner Fox, che stava contemporaneamente furoreggiando con le storie della Justice League, e che inoltre aiutava Broome anche su Flash. Gil Kane rimarrà alle matite quasi ininterrottamente fino al numero 73 del 1969. Si deve proprio a Kane il nuovo e moderno sviluppo del costume di Green Lantern, stilizzato e tagliato come una uniforme attillata e, soprattutto, senza mantello, concetto che avrebbe poi applicato anche ad Atom, e che verrà praticamente ricopiato da Kirby per i suoi X-Men.


La Storia

Quando Hal Jordan, pilota collaudatore delle Industrie Aeree Ferris, viene trasportato al cospetto di uno strano alieno dalla pelle rossa, Abin Sur, questi gli affida una delle più straordinarie armi (perché di arma si tratta) mai inventate in un fumetto: l’anello del potere. E con questo la responsabilità di essere il guardiano, non solo della Terra, ma di un intero settore galattico! E’ da notare che non viene minimamente spiegato come Hal faccia ad imparare ad usare l’anello così bene in breve tempo, e solo anni dopo ci verrà narrata la storia del viaggio ad OA e dell’addestramento. Perché non diventasse un personaggio assolutamente invincibile, cosa che avrebbe stancato presto i lettori, gli vennero forniti due talloni di Achille: il bisogno di ricaricare l’anello ogni 24 ore (cosa già valida anche per il vecchio personaggio) e l’impossibilità di funzionare contro gli oggetti gialli (mentre nella versione del 1940, ad avere la stessa funzione era il legno). L’anello viene attivato dalla forza di volontà di chi lo usa, e quindi più forte è la sua volontà e maggiore è la potenza ottenibile. Hal non è che uno dei tanti membri del gruppo Green Lantern Corps, che ha certamente la prerogativa di essere il più multirazziale della storia del fumetto. Infatti nelle sue fila militano esseri umanoidi con la pelle di tutti i colori, ed esseri alieni anche non antropomorfi. Viene retto dagli immortali e quasi onnipotenti Guardiani dell’Universo, gli esseri senzienti più antichi dell’universo conosciuto, creatori del corpo stesso. Lanterna Verde è un personaggio molto ben caratterizzato fino dall’inizio. Forte personalità, dimostrata anche con l’eterna fidanzata Carol Ferris, e coraggio quasi illimitato sono attributi che gli servono anche e soprattutto per il buon funzionamento dell’anello. A questi si deve aggiungere uno smisurato altruismo. Lui più di ogni altro eroe, è disposto a dare la vita per il prossimo, ed in particolare per i suoi amici, primo fra tutti Tom Kalmaku detto Pieface (in italiano chiamato Frittella), suo assistente nel lavoro di collaudatore di aerei, ed unico a conoscenza della sua identità. E’ un eroe veramente solare, senza macchia e senza paura, forse il più puro e cristallino di tutti gli eroi DC, persino più di Superman.

Negli anni ’60 Green Lantern e Flash divennero grandi amici, e si incontrarono spesso in lunghi Team-Up. Non a caso Broome e Fox erano gli autori di entrambe le serie, ed entrambe avevano una forte predilezione per la Fantascienza, che in Green Lantern diventava spesso vera Space-Opera, mentre rimaneva più spicciola in Flash, che prediligeva i viaggi nel tempo o in dimensioni parallele. A differenza di Flash, Lanterna Verde non ha una nutrita galleria di cattivoni più o meno pittoreschi. I più significativi sono: Sinestro, ex Lanterna Verde (di recente viene addirittura descritto come l’istruttore dello stesso Hal), possessore di un anello giallo che non presenta debolezze, e Star Shappire, nientemeno che la versione malvagia della fidanzata di Hal, Carol Ferris, in possesso di uno zaffiro viola con poteri simili a quelli dell’anello; in Italia non l’abbiamo conosciuta fino alle recenti edizioni della Play Press.

Fin che il trio di autori originario rimase alle redini della testata, questa continuò ad uscire con successo, ma dopo il loro abbandono, ci fu un rapido calo di vendite, tanto che alla fine degli anni ’60 la situazione era ormai disperata. In questo contesto maturò la decisione di affidare la gestione della collana a Danny O’Neil, dandogli carta bianca. Questi scelse Neal Adams come disegnatore, e i due produssero una delle più belle saghe supereroiche di tutti i tempi. Aggiungendo il metropolitano e contestatore Freccia Verde, formarono una coppia apparentemente squilibrata, ma in realtà ideale per cercare e mostrare i limiti del supereroe senza macchia e senza paura, spesso troppo asservito al potere fino a diventarne schiavo. Nel loro viaggio per aprire gli occhi di Lanterna Verde i due si trovano davanti ai mali che iniziavano ad affliggere la nazione americana, e che peraltro sussistono tuttora. Li troviamo quindi alle prese con le discriminazioni razziali, lo sfruttamento degli operai, il maltrattamento dei bambini, la droga e perfino con i problemi ecologici (e siamo nel 1971!!!). Tutti argomenti fino ad allora considerati tabù per un mezzo “infantile” come i comics. La serie ebbe un enorme successo di critica, ma chiuse i battenti dopo il N°89 (aprile 1972), e non tanto perché vendesse poco, ma soprattutto per sopravvenute divergenze di opinioni tra i due autori, tanto che da allora O’Neil ed Adams non lavorarono mai più insieme, nemmeno su quel Batman che avevano fatto rinascere a nuovi fasti. Dopo la chiusura della serie regolare, la saga ebbe una conclusione sulle pagine di Flash, e proprio su quella testata dopo alcuni anni ripresero le storie di Green Lantern, con brevi short di 6-8 pagine sempre scritti da O’Neil e disegnati da un astro nascente: Mike Grell. Gli stessi autori resusciteranno poi il titolo regolare di Green Lantern nell’agosto 1976, sempre con avventure in coppia con Green Arrow. Queste storie, seppure così lontane dagli standard di quelle precedenti, erano certamente apprezzabili, e la testata riuscì a decollare. Alcune di queste avventure furono pubblicate dalla Cenisio, e da allora qui in Italia abbiamo perso le tracce del nostro Lanterna Verde, per oltre 10 anni. In America le storie hanno prima perso Freccia Verde, poi sono diventate storie di gruppo sotto la testata Green Lantern Corps, con Hal Jordan che abbandona l’anello per un lungo periodo, cedendo il testimone a John Stewart, per riguadagnarlo durante Crisis. Poco dopo la collana si interrompe definitivamente e le storie di Green Lantern passano su Action Comics Weekly. Proprio qui le ritroviamo con le edizioni Play Press. Dopo una bella storia introduttiva firmata dal suo padre putativo, un Gil Kane in grande forma, Green Lantern viene preso in cura da Gerard Jones e Mark Bright, che lo riporteranno in auge grazie soprattutto all’ottimo Emerald Dawn, miniserie in cui vengono rinarrate le origini ed il primo anno come Green Lantern, con la prima fase di addestramento. Segue quindi una nuova serie regolare, quella che è poi brevemente apparsa sul mensile della Play dedicato a Green Arrow. Qualche tempo fa, in seguito allo shock emotivo causato dalla distruzione della sua città natale, Coast City, Hal è stato preso dallo sconforto ed è passato nelle fila dei cattivi. Questa situazione è stata un grave stravolgimento della personalità della più altruista di tutte le lanterne verdi, e non mi trova assolutamente d’accordo, così come ha sconfortato tutti i vecchi lettori della DC. Eppure da quel momento la testata, che vedeva un nuovo personaggio, Kyle Rayner, indossare i panni di Green Lantern, ha preso a vendere bene, ed è durata parecchi numeri. Del nuovo personaggio parleremo eventualmente in un altro articolo. Nella miniserie Final Night, Hal Jordan, che aveva mutato il suo nome di battaglia in Parallax, trova una ingiusta ma gloriosa fine, salvando il mondo intero dal Divoratore di Soli, e redimendosi così agli occhi di tutti, compresi gli altri eroi, e successivamente viene addirittura resuscitato. Negli ultimi anni ha ripreso il suo ruolo come migliore di tutte le Lanterne Verdi, e con le avventure scritte dal bravissimo Geoff Johns è tornato tra i personaggi più amati e seguiti dal pubblico USA.


Green Lantern in Italia 

greencasLa pubblicazione delle storie di Lanterna Verde in Italia, è stata quanto mai travagliata. La Mondadori ne ha pubblicato solo una manciata, perlopiù insieme a Flash o a Batman, intervallate da lunghi vuoti, con enormi salti di episodi, per cui non si riusciva a capire assolutamente nulla della complessa struttura della serie. Ad esempio, nella loro prima apparizione italiana (Superman/Nembo-Kid N°559) i Guardiani della Galassia si trovano con la pelle rosa, e solo successivamente scopriamo l’esistenza delle altre lanterne verdi, senza nessuna spiegazione in merito. Alcune lacune vengono colmate dall’edizione della Williams, che pubblica diverse vecchie storie oltre alla rivoluzionaria serie Green Lantern-Green Arrow di O’Neil/Adams. Purtroppo anche in questo caso senza il minimo ordine cronologico, e saltando oltre metà delle storie.

La Cenisio inizia col pubblicare i brevi short che erano in appendice a Flash, e quando il nostro negli USA si è riguadagnato la propria testata, le storie continuano ad apparire prima su Flash e poi su Batman fino alla chiusura di quest’ultima collana. Alcuni anni fa, la Play Press ce lo ha riproposto, prima con le storielle tratte da Action Comics Weekly e poi con la nuova serie, che però è stata interrotta con la chiusura della testata di Green Arrow. Ci ha anche proposto la miniserie Emerald Dawn in un bel libro, e, soprattutto, ci ha finalmente fatto conoscere in edizione integrale in due splendidi volumi, la mitica serie di O’Neil e Adams, senza la quale probabilmente oggi non avremmo i Frank Miller o gli Alan Moore. Successivamente alla saga della morte di Superman, la Play ci ha mostrato il tramonto di Hal Jordan e l’avvento della nuova Lanterna Verde Kyle Rainer sul mensile dedicato a Flash, purtroppo interrotto nel Dicembre 1997.
L’attuale gestione della Planeta DeAgostini ha meritoriamente ripubblicato l’intera serie classica di Hal Jordan (anche se in b/n) più tutto il ciclo di O’Neil e Adams, e sta stampando più o meno regolarmente le collane attualmente in uscita negli USA.


Il Giuramento

Uno delgli elementi più suggestivi della mitologia delle Lanterne Verdi è il rito della ricarica dell’anello. La formula originaria americana, tutta in rima, è stata cambiata a seconda dell’editore italiano, e così abbiamo ben cinque formule diverse, una per ogni casa editrice a partire dalla Mondadori.

La formula originale è questa:

In brightest day, in blackest night,
No evil shall escape my sight.
Let those who worship evil’s might
Beware my power – Green Lantern’s light! 

e questa ne è la traduzione letterale:

Nel giorno più luminoso, nella notte più buia, 
Nessun male sfuggirà alla mia vista.
Coloro che adorano la potenza del male,
Si guardino dal mio potere – la luce della Lanterna Verde!

Questa la riduzione (in tutti i sensi) della Mondadori:

Chi del male nel poter confida,
di Lanterna Verde tema la luce.

Versione Williams:

Nel giorno più lucente, Nella notte più fonda,
il male non sfuggirà alla mia vista!
chi adora il potere del male 
paventi la mia forza… accenditi o lanterna! (sic..N.d.R.)

Alla Cenisio la versione cambiava a seconda del traduttore. Quella più usata, e più corretta, era:

Alla luce del giorno, nel buio della notte,
giuro di non farmi sfuggire nessun nemico!
Coloro che adorano il male,
si guardino dal mio potere, Il potere di Lanterna Verde.

Ma la versione della Play Press è in effetti la migliore, sia come fedeltà all’originale, sia per il tentativo abbastanza ben riuscito di mantenere le rime:

Nel giorno più splendente, nella notte più profonda,
nessun malvagio sfugga alla mia ronda.
Quindi colui che nel male si perde,
si guardi dal mio potere, la luce di Lanterna Verde.

Ed infine la versione della Planeta DeAgostini, quasi uguale alla precedente:

Nel giorno più splendente, nella notte più profonda
nessun malvagio sfugga alla mia ronda.
Colui che nel male si perde,
si guardi dal mio potere, la luce di Lanterna Verde.

Questo giuramento viene proferito mentre Green Lantern tiene l’anello dentro la lanterna, che in realtà è una batteria che riceve l’energia direttamente dalla grande Batteria Centrale, sita sul pianeta Oa, sede dei guardiani dell’universo. In realtà serve solo per focalizzare la sua forza di volontà ed in effetti Lanterna Verde può anche fare a meno di pronunciarlo. La lanterna-batteria è normalmente invisibile a tutti, e, dopo avergli procurato non pochi problemi per averla persa, ultimamente rimane nascosta in una dimensione parallela fino a che non viene richiamata dall’anello.

Ma del giuramento di Lanterna Verde ce ne riparlerà Kirk Kimball nella seconda parte di questo speciale!


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