SANDMAN 30th Anniversary: OLTRE LE SABBIE DEL SOGNO

 

Benvenuti alla Settima puntata dello speciale di Glamazonia dedicato ai Trent’anni di Sandman, che vede anche l’apporto di Fumettomania, ed all’articolo n. 500 di questo sito di Archivio, che riprensenta tutti gli articoli delle precedenti “incarnazioni” di glamazonia.
Dopo l’introduzione di Marcello Vaccari (fondatore di Glamazonia), l’analisi di “Vite Brevi”, l’articolo di Alessandro Assiri (“Sogna ragazzo sogna” ), l’approfondimento “Sulla figura di Hamnet fra Ulisse e Titania”, un bellissimo viaggio nel Reame del Sogno, ed un percorso ipertestuale nella Stagione delle Nebbie (cit. dal sottotitolo dell’articolo), stavolta iniziamo a pubblicare delle recensioni di alcuni volumi tratti dalla serie The Dreaming.
Alla macchina da scrivere c’è sempre Fabio Ciaramaglia.
Dopo aver letto l’articolo, se vi è piaciuto, condividetelo. Grazie
Mario B.



Le Terre del Sogno:
Oltre le Sabbie del Sogno

Prima edizione: Febbraio 2001

(all’interno The Dreaming nn.1-3, 8)

Terry LaBan , Alisa Kwitney (script) 

Peter Snejbjerg , Michael Zulli (art)

Peter Snejbjerg , Michael Zulli (inks)

Edizioni Magic Press

Brossura 100 Pg., £.15.000  (oggi 12,00 €, fonte http://magicpress.fumetto-online.it)

 

Recensione di Fabio Ciaramaglia

Questo volume (edito dalla Magic Press) pubblica per la prima volta in Italia la serie The Dreaming che aveva lo scopo di riproporre le storie dei vari comprimari di Sandman (Caino e Abele, Lucien, Nuala, Matthew, Eva, eccetera), cioè di coloro che popolano il Reame del Sogno. Parlo al passato perché, a quanto pare, The Dreaming ha cessato le pubblicazioni con il numero 60 per far confluire le storie dei vari personaggi in The Sandman Presents (vedi pagina della posta in Vertigo Presenta #10). Il volume originale (The Dreaming: Beyond the Shores of Night, 1998) ripubblicava le prime 8 storie della serie (uscite fra il giugno e il dicembre del 1996), mentre l’edizione italiana ne salta quattro (#4-7, una simpatica miniserie di Hogan e Parkhouse con Mad Hettie come co-protagonista).
Nel volume italiano sono pubblicate una miniserie di tre numeri (La Ban/ Snøjberg) e un numero singolo (Kwitney/Zulli; la Magic ha pubblicato, quasi in contemporanea con il volume di cui parliamo, un’altra interessante mini: Destino: Cronache di Morti Annunciate); in tutte le storie sono protagonisti i personaggi biblici di Sandman (Eva, Caino e Abele). Come si può capire gli autori attingono a piene mani dall’Antico Testamento, ma soprattutto dalle versioni apocrife, come illustrato molto bene da Pasquale Ruggiero nell’introduzione al volume Magic. Comunque la ripresa dagli apocrifi può essere ritenuta alquanto legittima se consideriamo che le versioni contemporanee della Bibbia hanno subito numerosi tagli e interpretazioni di vari redattori lungo i secoli (se siete interessati a quest’argomento, vi consiglio il libro di Harold Bloom, The Book of J, in cui il critico postula che la Bibbia originaria fu scritta da una cortigiana presso la corte del Re Salomone; ma soprattutto mostra il genere di “reinterpretazioni” che il testo originale ha subito). Considerata poi la matrice biblica sottesa a tutta la serie The Sandman, da questo punto di vista gli autori dello spin-off The Dreaming hanno colto nel segno (e anche la scelta di tagliare i numeri 4-7 da parte della Magic Press). Anche in alcune ambientazioni e in personaggi astrusi (le case dei Segreti e dei Misteri, la Borsa dei Sogni, il Paradiso dei Lavoratori e tutti coloro che vi vivono, ecc) vengono ripresi i motivi della precedente serie, sebbene l’atmosfera risulti essere molto meno “dark” e a tratti grottesca (si pensi all’episodio degli “unipodi”, esseri con un solo piede); ma del resto, non è grottesca anche in Sandman la reiterazione degli omicidi di Caino ai danni di Abele?
Nella prima miniserie assume un certo rilievo Goldie, il gargoyle dorato che Caino aveva regalato ad Abele addirittura in Sandman #2: viene rivelata la sua origine attraverso un viaggio che il simpatico essere intraprende per aiutare il suo padrone Abele a liberarsi dalle sue eterne morti. E’ un viaggio verso “un po’ più a ovest” e verso “il nuovo mondo” come dice Tempto, l’essere senza arti che accompagna Goldie: verso ovest procedeva l’Ulisse dantesco (Inferno XXVI) intravedendo il Paradiso terrestre prima di naufragare, e verso ovest navigò Colombo (il cui viaggio fu da molti interpretato in seguito come l’inizio di un recupero dell’Eden). Tutti questi aspetti sono colti perfettamente da La Ban.
Nel numero 8, invece, altri “misteri” vengono rivelati sulla famiglia capostipite di tutti noi: Caino e Abele hanno un fratello, Seth, e due sorelle gemelle. Interessante è il trattamento da parte della Kwitney, ma è un peccato che Seth non venga approfondito ulteriormente nel resto della serie, perché questo “figlio di riserva” come egli stesso si definisce, darebbe molti spunti. Una chicca: chi sarà mai quel personaggio che compare a p.22 della prima storia con pizzo e pelata che, con penna d’oca e pergamena, cerca di scrivere attorniato da alcuni spiritelli?
Per ciò che riguarda i disegni, dal mio punto di vista sono più che buoni quelli di Snøjberg e ottimi quelli di Zulli (come sempre del resto; è uno dei miei disegnatori preferiti).
Il volume è per chi ha nostalgia di Sandman, ma soprattutto per chi ha sempre pensato che con le proprie credenze religiose sarebbe stato messo al rogo fino a qualche secolo fa.

SPOILER!!!!

Se non volete avere nessun genere di anticipazione, non leggete oltre questa riga.

Sono d’accordo con i tagli che la Magic ha fatto in questo volume: da una parte per una logica coerenza interna, dall’altra perché ormai fra i “fumettari” sono sempre meno i “filologi” e sempre più quelli che vogliono leggere delle belle storie (e quella di Hogan/Parkhouse più che carina non è). Temo che la Magic però farà ancora altri tagli per arrivare alle storie scritte da Caitlin Kiernan (autrice di La ragazza che voleva essere Death, pubblicata su Vertigo Presenta), cioè all’incirca dal numero 22 in poi: infatti Pasquale Ruggiero sostiene, nella pagina della posta di Vertigo Presenta #10, che “le storie migliori arriveranno in seguito”, appunto con l’arrivo della Kiernan. In realtà io ho seguito la serie fino a quasi la chiusura (l’ultimo numero che ho è il 56) e ne ho apprezzato maggiormente i primi numeri: essi hanno una struttura di miniserie con artisti a rotazione (è vero anche che ogni tanto ci sono stati dei cali) e in ogni arco di storie essi si focalizzano con alcuni dei personaggi “storici” del Reame del Sogno. La Kiernan invece, prendendo la testata come scrittrice regolare (insieme a Peter Hogan, che però scrive pochi numeri rispetto a lei), riesce nell’impresa di far uccidere Matthew, sostituendolo con un corvo di sesso femminile (Tethys), così come sostituisce il Corinzio (che il vecchio Morpheus aveva fabbricato poco prima di morire) con quell’Echo che era fra i protagonisti di La ragazza che voleva essere Death. Insomma, uccidere e sostituire (o resuscitare in diversa veste): a mio avviso questi sono espedienti un po’ troppo scontati e non adatti al genere di fumetti che in genere la Vertigo pubblica. Non sto dicendo che le storie della Kiernan siano tutte brutte, anzi sono tutte godibili: addirittura considero molto belle la mini Many Mansions (DR #27-31; 33-34) e la storia Kaleidoscope (DR #35), come tra l’altro la stessa mini in cui muore Matthew (che si conclude con il #43). Ciò che contesto è il cambiamento da una serie spin-off antologica ad una regolare in cui si apportano degli enormi cambiamenti (a mio avviso gratuiti rispetto alla trama) a personaggi della serie da cui la spin-off stessa deriva. Ho discusso con Pasquale Ruggiero di questi argomenti via e-mail (all’incirca nell’ottobre 2000) ed effettivamente su alcuni punti eravamo discordi: ha anche detto che è stato lo stesso Gaiman a suggerire la Kiernan per la serie e questo forse lo aveva influenzato. Ruggiero ritiene che gli autori a lei precedenti hanno fatto sfracelli, ma io assolutamente non concordo: sono storie “tranquille”, approfondimenti sui personaggi, rivelazioni sugli stessi, ma non le rivoluzioni discutibili della Kiernan. Comunque ai lettori italiani l’ardua sentenza; negli USA la serie, come detto sopra, è confluita su The Sandman Presents e ignoro se sia ancora la Kiernan a curarla. Quello che spero è che la Magic Press non tagli troppe storie per arrivare subito al ciclo-Kiernan (che, comunque, nonostante quello che traspare da ciò che ho scritto sopra, non è male, anzi è completamente in media con il livello qualitativo Vertigo e quindi anche con quello Magic Press).

GIUDIZIO capolavoro

 

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