SANDMAN 30th Anniversary: LA MORTE ESISTE ED E’ UNA PERSONA di Michele Ginevra

Ventesima, ed ultima, puntata dello speciale di Glamazonia e Fumettomania dedicato ai Trent’anni di Sandman, il celebre character nato dalla penna di Neil Gaiman.

Nel giorno di San Valentino termina questo lungo speciale dedicato a Sandman, iniziato a metà giugno del 2018, con il terzo ultimo articolo su Death che, dopo Morfeo, è il character più importante di Gaiman.
Sarà Michele Ginevra del Centro fumetto “Andrea Pazienza”, di Cremona, ad accomparci in questa ultima lettura, che non è solo su Death ma è un riflessione dell’autore dell’articolo sull’intera serie di sandman.
Questo testo, come quello della quindicesima putanta, è stato estratto dal n. 16 della Prozine cartaea Fumettomania (anno 2005), che era dedicato in massima parte allo scrittore Neil Gaiman. 
I tributi presenti in questo articolo sono stati disegnati nel 2005 da : Michela De Domenico e Giancarlo Rizzo.


Breve riassunto.

Dopo l’introduzione di Marcello Vaccari (fondatore di Glamazonia), si sono susseguiti una serie di articoli, per la maggior parte scritti da Fabio Ciaramiglia: l’analisi di “Vite Brevi”; l’articolo di Alessandro Assiri (“Sogna ragazzo sogna” ); l’approfondimento “Sulla figura di Hamnet fra Ulisse e Titania”; un bellissimo viaggio nel Reame del Sogno; un percorso ipertestuale nella Stagione delle Nebbie; le recensioni di “Oltre le Sabbie del Sogno”, di “Una Strana Storia d’Amore e de “Il Bacio del coyote”, queste tre ultime tratte dalla serie The Dreaming; e la recensione di “Sandman present: Due ragazzi morti”. A queste sono seguite le recensioni del volumetto “Sandman present: Le furie” e quello intitolato La Locanda alla fine dei mondi“. Sono seguiti due recensioni su: “Endless Night” (un bel volume del 2002-03 con tante storie, ognuna disegnata da un artista diverso), e sulla una miniserie dal titolo “The Dream Hunters” (1999, i cacciatori di sogni) disegnata dal maestro giapponese Yoshitaka Amano.
Il mese scorso abbiamo affrontato la produzione Supereroistica di Neil Gaiman, e la genesi di Sandman e dei personaggi principali della serie a cura dal super esperto Dario Janese. Tre settimane fa abbiamo pubblicato due bellissimi tributi inediti, disegnati da Gino Vercelli e da Daniela Dimat, ed infine nelle ultime due settimane abbiamo pubblicato due articoli dedicati a Death (Death: At Death’s Door e Death: Il grande momento della tua vita).

Ringrazio Fabio Ciaramaglia per gli ottimi articoli che ho riproposto, così come Alessandro Assiri, Dario Janese, Michele Ginevra, per i lori rispettivi articoli, gli artisti Gino Vercelli e Daniela Dimat (per le loro belle illustrazioni inedite) ed infine Marcello Vaccari (fondatore di Glamazonia).
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Mario Benenati


LA MORTE ESISTE ED E’ UNA PERSONA

di Michele Ginevra
Centro fumetto “Andrea Pazienza”

L’idea di personificare il concetto della morte trova in Death, il personaggio creato da Neil Gaiman per la serie di Sandman, una soluzione originale e ricca di implicazioni. Morte fa parte di un gruppo di sette divinità, le cui iniziali (nella lingua originale – l’inglese), cominciano tutte per “d”: Despire, Destiny, Dream, Destruction, Desire. Delirium e, appunto, Death. Ovvero Disperazione, Destino, Sogno, Distruzione, Desiderio, Delirio e Morte. I sette eterni sono fratelli e sovrintendono alla vita dell’uomo. Da prima dell’inizio a dopo la fine, sino al termine del mondo e dell’universo. Sono figure complesse. Da un lato concetti, dall’altro esseri viventi senzienti. Per cui non sono per nulla estranei e indifferenti alle vicende umane, nelle quali intervengono, assieme a tutto il resto della schiera di immortali, divinità e esseri soprannaturali che hanno affollato Sandman.

Nata come serie fantasy, e velocemente liquidate le connessioni con l’universo DC (che avrebbero avuto un vago sapore infantiloide), Sandman ci ha proposto per settantacinque albi (più speciali vari) un’acuta e costante riflessione sul senso della vita, alternando sapientemente eventi drammatici e situazioni grottesche. Viaggiando attraverso i millenni e i territori di questa e altre dimensioni, abbiamo incontrato personaggi alle prese con i veri problemi di fondo, come dare uno scopo alla vita e assumersene le relative responsabilità. Scopriamo così che, in fondo, umani e immortali soffrono le stesse ansie. Solo su scala diversa!

Death, così carina, ironica e gentile si rivela forse il personaggio più triste per i doveri che ha. Come Destino (la cui missione è simboleggiata da un librone contenente tutta la storia del mondo incatenato al braccio!), Morte non può scegliere, al contrario di Morfeo, che si lascerà uccidere nel corso di quel meraviglioso crescendo narrativo che è il ciclo delle Eumenidi.

DEATH, nella versione di Michela De Domenico (2005). Per gentile concessione

La Morte tratteggiata da Gaiman è una bella ragazza, di aspetto dark, che però si modifica a seconda dei secoli e dei popoli che incontra. E’ una presenza che sa sempre quando entrare in scena e che impariamo a conoscere un po’ alla volta, grazie alle sue frasi ad effetto. “Io conosco tutti molto bene”, dice al giovane Sexton ne L’alto costo della vita. Il quale rimane sempre più impressionato. Quando Death aveva detto: “Certo che so cosa succede quando si muore. Sono la morte.”. La vignetta vede Morte raffigurata improvvisamente con un tratto ruvido, dando alla frase un’intonazione particolarmente sinistra. Sexton non la prende sul serio. Certo, rimane colpito dalla piega che aveva preso il discorso. “Non preoccuparti, li vedrò tutti prima o poi. Alla fine di sicuro.” Dice Lei, prima. E Lui: “Alla fine di cosa?”. “Della vita”. Tutto il libro è una bella favola adulta sul valore della vita, che anche Morte deve conoscere, almeno un giorno ogni cento anni, “per assaporare il gusto amaro della mortalità. E’ questo il prezzo che deve pagare per poter essere il crinale che separa i vivi da quel che è passato e quel che è di là da venire”. Il libro è tutt’altro che triste e non manca di battute, e neanche del lieto fine.

Più cupo è il successivo Il grande momento della tua vita, in cui l’attenzione si focalizza sulla coppia lesbica composta dalle già incontrate Foxglove e Hazel. Ad un certo punto, Hazel chiede a Death: “Perché moriamo? Perché la vita non è sempre bella? Perché non è giusta?”. Morte sembra non voler rispondere con chiarezza, ma poi dice: “Be’. Credo che una parte sia un problema di contrasti. Luce e ombra. Se non hai momenti brutti, come fai a sapere che hai momenti belli?” E poco dopo: “Ma sono i momenti che la illuminano. I momenti che non vedi mentre li vivi… Danno importanza a tutto il resto.”

Death appare per la prima volta sull’ottavo albo di Sandman, Il suono delle sue ali. Sogno ha appena recuperato gli oggetti necessari per esercitare il suo potere. Si sente più forte, eppure diverso, malinconico. E’ proprio sua sorella a dargli una scossa, grazie ad una possente strigliata che culmina nel lancio in testa a Sogno di un pezzo di pane. Come dire pane al pane e vino al vino, lei lo accusa di stupidità ed egocentrismo. Poi lo porta con sé, ricordandogli come conduce la sua missione di accompagnatrice nell’aldilà. Senza esitazioni, ma con grande serenità, fa accettare alle vittime l’abbandono della vita. A proposito… la vita. Sorge spontaneo chiedersi come mai Gaiman non abbia scelto di personificare anche la vita. Una possibile risposta acquista plausibilità guardando alla serie nel suo complesso. La morte è parte della vita. E’ un passaggio da uno stato ad un altro. “Un punto di vista diverso”, come dice con arguzia Abele, nel volume La veglia.

Death è quindi qualcosa di molto più grande della semplice e terrificante morte. Ti segue sempre, sa tutto di te, c’è quando nasci e quando muori e anche dopo.

Vedremo i due oscuri fratelli incontrarsi di rado, e soprattutto in situazioni storicamente precedenti. Quando si vedono, litigano. Per esempio nel ciclo Vite brevi.

In Uomini di buona sorte, si accordano per consentire a Robert Gadling di vivere in eterno, per poter incontrare Sandman ogni cento anni, a partire dal 1389. Un appuntamento che sembra essere solo la soddisfazione di un capriccio ma che insegna ad entrambi qualcosa della vita e consente al tetro Sogno di avere un amico.

Lo vediamo invece più immaturo e vendicativo nell’episodio di Orfeo. Morte suggerisce al nipote l’unica strada per riportare in vita l’amata sposa Euridice, appena morta. Ma non è possibile evitare la nota tragedia. Come è noto, la vicenda innescherà una serie di avvenimenti che porteranno alla morte di Morfeo. Ma Sogno continuerà a vivere egualmente. Come si diceva, muore un punto di vista, ma ne nasce uno nuovo, affinché l’ordine delle cose faccia il suo corso naturale.

La morte di Morfeo non è certo l’unica cosa che accade nella serie, ricchissima di episodi e personaggi memorabili. Si fa più volte riferimento a questo fatto, perché la indiscussa protagonista di questo intervento è la sorella. Il cui fascino si manifesta grandiosamente nella raccolta La locanda alla fine dei mondi. La locanda è un luogo al di fuori dello spazio e del tempo, dove trova rifugio chi si è perso in un particolare tipo di tempesta. La tempesta di realtà, che si scatena quando succede qualcosa di molto importante, talmente importante da produrre un eco, delle increspature in tutte le realtà possibili. Chi capita nella locanda, passa il tempo a raccontare storie, in attesa che la tempesta finisca. Al termine del volume, si comprende cosa ha originato un tale sconvolgimento. Nel cielo si stagliano, immense, le figure degli immortali, in lenta processione, come ad un funerale (di chi, l’avrete già capito…). Chiude il corteo Morte, che si gira verso gli attoniti viandanti. Brant Tucker ricorderà così questo momento intenso: “… Mi guardò. Forse cercava di dirmi qualcosa… non so. Probabilmente non sapeva nemmeno che fossi lì. Ma l’amerò per sempre. Tutta la vita.”

DEATH, nella versione dell’artista messinese Giancarlo Rizzo (2005). Per gentile concessione

E arriviamo alla fine de Le Eumenidi. Morte è molto arrabbiata, anche se controlla il suo disappunto, che sfocia in una sincera preoccupazione. Rimprovera al fratello di non aver fatto abbastanza per evitare la distruzione del suo regno da parte delle inarrestabili Furie. Gli rimprovera anche di non averle chiesto aiuto. A Lei, l’unica in grado di fermare le tre implacabili eumenidi. Ma poi Lo capisce. E capisce cosa deve fare, quando le Tre deridono e umiliano il complessato Morfeo. “BASTA! Ne ho avuto abbastanza. … Lasciateci in pace. E’ una cosa tra me e mio fratello”. E le Furie spariscono, perché con Morte non si scherza. Ancora qualche parola di commiato e poi: “Sogno? Dammi la mano.” E tutto finisce. Una grande fine, che, tra le altre cose, suggella il forte legame da sempre esistito tra i due fratelli.
E tutto ricomincia, qualche pagina dopo, con Daniel, il nuovo Sogno.

C’è anche spazio per un bell’epilogo. Morte incontra un malinconico Robert Gadling offrendogli la possibilità di terminare la sua lunga esistenza. La morte sarà pure un cambio di punto di vista, ma Gadling risponde No Grazie! “Non sono pronto a morire. Non oggi. Non ancora. Forse non lo sarò mai…”

Si conclude una serie che ha fatto epoca e rimarrà leggendaria, che ha figliato altre serie e che ha rappresentato un punto di riferimento utile per altri personaggi. Pensiamo al nostrano John Doe, il brillante e originale mensile creato da Bartoli e Recchioni, che vede il protagonista confrontarsi con una versione molto caliente della morte e con altre materializzazioni eterne di concetti, quali la guerra, la fame e le pestilenze. Il fascino di Death si vede anche nelle introduzioni ai vari volumi che ne raccolgono i cicli. Chi ne scrive da del tu alla morte. Un plauso finale alle traduzioni dell’editore Magic Press, che hanno mantenuto la freschezza e l’immediatezza dei testi originali, senza svilirne la complessità.

La morte esiste ed è una persona, fa sapere Hazel a Foxglove, da un’aldilà di mezzo. Buono a sapersi per quando la incontreremo. Chissà che non voglia concedere qualcosa di speciale anche a noi.

LINK degli autori dei tributi

MICHELA DE DOMENICO
https://mycomicsjourney.wordpress.com
https://www.facebook.com/profile.php?id=100005426560310

GIANCARLO RIZZO
https://www.facebook.com/giancarlorizzo.illustratore.3


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